Con il rientro dalle vacanze si avvicina anche il momento degli acquisti scolastici, e secondo il monitoraggio dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (O.N.F.) quest’anno le famiglie dovranno fare i conti con un rincaro medio del +2,3% rispetto al 2025 sul materiale scolastico. Complessivamente, considerando corredo e ricambi necessari per l’intero anno, la spesa per ogni alunno si attesterà intorno ai 673,60 euro, con lo zaino, in particolare nelle versioni hi-tech dotate di power bank integrato, tra le voci più onerose.
L’analisi dell’Osservatorio evidenzia un andamento molto diversificato a seconda del canale di acquisto: nella grande distribuzione organizzata i prezzi scendono in media dell’1,1%, mentre aumentano del 2,3% nelle cartolibrerie e, novità di quest’anno, salgono soprattutto online, con un +5,6%. Il canale digitale resta comunque più conveniente rispetto alle cartolibrerie, con un risparmio medio del 20,25%, ma viene superato dalla GDO, che si conferma l’opzione più economica in assoluto.
Capitolo a parte quello dei libri scolastici, che pesano in media 545,66 euro a studente per i testi obbligatori più due dizionari, con un incremento più contenuto rispetto al resto del comparto, pari al +1,6%. Le spese risultano particolarmente elevate per chi affronta una classe prima: uno studente delle scuole superiori di primo grado spenderà mediamente 561,61 euro tra libri e dizionari, per un totale complessivo, corredo incluso, di 1.235,21 euro; un ragazzo al primo anno delle superiori di secondo grado arriverà invece a spendere 805,15 euro per libri e dizionari, per un totale di 1.478,75 euro. Acquistando i testi usati, ricorda l’Osservatorio, si può risparmiare oltre il 29%.
Ai costi per corredo e libri si aggiungono quelli per la dotazione tecnologica, tra PC, webcam, microfono e software di base, che superano complessivamente i 421 euro, cifra a cui può sommarsi l’eventuale attivazione di una connessione internet dedicata. Tra le novità di quest’anno figura per la prima volta il monitoraggio della spesa per l’abbonamento a piattaforme di intelligenza artificiale, il cui utilizzo starebbe diventando sempre più diffuso anche in ambito scolastico.