Home Archivio storico 1998-2013 Attività parlamentare Carrozza: “Il voto non deve avere valore legale in un concorso”

Carrozza: “Il voto non deve avere valore legale in un concorso”

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La ministra carrozza ha parlato del provvedimento varato ieri dal Consiglio dei ministri coi 400 milioni destinati alla scuola, ma reperiti dalle accise sugli alcolici: “Da un punto di vista etico “tassare il vizio” non è di per sé una cosa negativa. Ma certamente il ministro Saccomanni ha detto che dobbiamo avviare un processo di revisione di spesa pubblica con task-force interministeriali, in questo la stabilità politica deve aiutare. Questo è il percorso, e dalla revisione della spesa libereremo altre risorse per la scuola”.
Per quanto riguarda invece l’eliminazione del bonus maturità per l’accesso alle università a numero chiuso, il ministro ha detto a Radio 24: “In Italia cambiamo un po’ troppo i ministri, un governo dovrebbe durare. Ma non credo che si possa dire “ministro che viene, regole che cambiano”. Noi abbiamo provato ad applicare la valorizzazione dell’esame di maturità ma è risultato statisticamente inapplicabile perché la valutazione è soggettiva, dipende dalle commissioni e introduce disparità. Se un 95 al classico vale meno di un 95 all’istituto tecnico è un problema perché così si introduce il principio per cui si sceglie un istituto in modo da ottenere un credito più alto. Noi come governo siamo contrari a dare una valorizzazione estrema del voto di diploma e laurea. L’importante è studiare, non puntare al 100 perché questo dà punti in più in un concorso pubblico. Questo concetto lo combatterò sempre, il voto alto è fonte di orgoglio ma non deve avere un valore legale, questa è una distorsione inaccettabile”.
Ma ha pure spiegato il perché dell’investimento nel wireless e nei libri tecnologici: “Non è solo per una questione di contenimento dei costi dei libri, è l’avvio di un processo che porterà all’utilizzo definitivo dei libri digitali. È una rivoluzione che non potrà essere arrestata. Ma per applicare l’agenda digitale i nostri studenti devono avere i dispositivi, in molte scuole non siamo coperti neanche con la connettività wireless”.