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Carta del docente ridimensionata, ma la formazione resta obbligatoria

Mi chiamo Silvia e sono un’insegnante. Ho appreso con rammarico che la Carta del docente, attiva dal 9 marzo, ha un importo di 383 euro. La riduzione della somma rappresenta una penalizzazione ingiusta per la categoria. Questo taglio costituisce un ulteriore ridimensionamento delle risorse a disposizione per la formazione continua degli insegnanti, un elemento fondamentale per la qualità dell’insegnamento e per riconoscere il sacrificio e l’impegno profusi dal personale scolastico. Meno soldi e più beneficiari: è un’umiliazione per noi lavoratori.

La riduzione appare ancora più grave in un contesto in cui la formazione è obbligatoria, ma sempre più spesso ricade economicamente sugli insegnanti stessi. Questo taglio, percepito come una scarsa considerazione dell’impegno dei docenti, rischia di trasformare la Carta del docente da uno strumento di supporto alla formazione in una risorsa sempre più ridotta.

Solo chi vive quotidianamente la scuola sa che un corso di perfezionamento ha un costo minimo di circa 500 euro e che un computer, strumento ormai essenziale per la didattica, soprattutto con l’introduzione del registro elettronico e delle digital board, ha un prezzo ben superiore al contributo previsto. La realtà è che molti strumenti indispensabili per il lavoro quotidiano degli insegnanti devono essere acquistati con risorse personali.

Insegnare per me è passione. Ho iniziato a lavorare nel 2005 in provincia di Verona, a oltre mille chilometri da casa, mentre ero ancora iscritta all’università a Lecce. Il mio diploma abilitante mi ha permesso di entrare nel mondo della scuola e di scoprirlo, fino ad arrivare ad amarlo profondamente. Per questo, nel tempo, ho continuato a formarmi per rendere quel lavoro il mio “per sempre”, la mia certezza professionale.

Oltre a concludere il percorso universitario in Pedagogia, intrapreso precedentemente, mi sono laureata anche in Scienze della Formazione Primaria, vecchio ordinamento, conseguendo nuovamente l’abilitazione per la scuola dell’infanzia e primaria, che già possedevo. Successivamente mi sono specializzata nel sostegno, prima per la scuola primaria e poi per l’infanzia.

Il mio percorso professionale mi ha portata a spostarmi tra diverse regioni: Puglia, Veneto, Basilicata e Trentino-Alto Adige. In questi anni ho cresciuto anche un figlio tra università, scuola e concorsi, perché noi docenti cerchiamo di insegnare ogni giorno ai nostri alunni che i sogni, per prendere forma e diventare realtà, devono essere alimentati da sacrificio, impegno, coraggio e determinazione. Nulla è impossibile: spesso i limiti esistono solo nella nostra mente.

Con dedizione verso la mia professione, mi auguro che questo messaggio possa essere diffuso, stimolare una riflessione e portare ad azioni concrete che riconoscano, valorizzino e compensino adeguatamente il lavoro quotidiano di noi insegnanti.

Silvia Salinaro

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