Ancora niente Carta Docente: siamo a fine ottobre e ancora non ci sono novità in merito all’erogazione del bonus di quest’anno: nel passato arrivava intorno alla metà di settembre.
La Gilda degli Insegnanti ha espresso forte preoccupazione e disappunto per i ritardi nella riapertura della piattaforma della Carta del Docente. “Non si può parlare di innovazione e aggiornamento – dichiara il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana – se allo stesso tempo si mettono vincoli e tagli a uno strumento che rappresenta uno dei pochi riconoscimenti concreti del lavoro docente”.
“Nonostante le novità contenute nel Decreto-Legge n.127/2025, molto apprezzate dalla nostra organizzazione sindacale, prevedano l’estensione della Carta Docente anche ai precari con contratto annuale fino al 30 giugno, come da noi più volte richiesto, e l’apertura all’utilizzo del bonus per le spese di trasporto, la Gilda chiede un concreto intervento del Governo e del Ministero per garantire continuità e piena operatività della Carta”, continuano.
“E’ necessaria – conclude Castellana – la riattivazione immediata della piattaforma e il pagamento delle sentenze pendenti. I docenti italiani non possono più attendere per vedere i propri diritti rispettati e tutelati”.
Nel frattempo prosegue l’iter del decreto n. 127, del 9 settembre scorso, contenente “misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”. Ieri, 15 ottobre, sono stati approvati molti emendamenti in Senato.
Ci sono stati importanti novità in merito alla carta del docente, contenute nell’emendamento 3.100 al Decreto Legge.
L’emendamento, come riporta anche Il Sole 24 Ore, prevede varie misure:
La proposta copre, per ora, anche il prossimo anno scolastico e sarà oggetto, come spiegano i tecnici, di una specifica voce di spesa da 500 euro per ogni prof. Dal 2025/26 potrà poi essere stabilizzata a valere sulle risorse ordinarie.
Il Decreto legge in questione dovrà essere convertito in legge entro l’8 novembre.