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14.11.2025

Carta Docente forse ridotta, poche risorse per la scuola in Manovra: sindacati in piazza, la lettera ai parlamentari – PDF

Continua l’iter relativo alla Legge di Bilancio. La Manovra 2025, il cui testo è stato approvato dal Governo , al momento è in esame al Senato. I sindacati principali della scuola credono che la Finanziaria non abbia dato assolutamente importanza alla scuola.

Per questo si terrà a Roma, il 19 novembre, dalle 14:00 alle 18:00, in piazza Vidoni, nelle immediate vicinanze del ministero della Funzione Pubblica un sit in per chiedere che la situazione cambi. In una lettera inviata a tutti i gruppi parlamentari, le organizzazioni sindacali hanno richiesto integrazioni, correzioni e modifiche al testo, al fine di vedere riconosciuta la centralità del sistema di istruzione e formazione e per garantire una più decisa valorizzazione del lavoro di tutto il personale.

Le richieste dei sindacati

“Chiediamo con forza – sostengono Ivana Barbacci (CISL), Giuseppe D’Aprile (UIL), Elvira Serafini (SNALS), Vito Carlo Castellana (Gilda) e Marcello Pacifico (ANIEF) – che la politica non si limiti a essere prodiga di parole, come fa quando afferma di riconoscere la centralità e il ruolo strategico del sistema di istruzione e formazione, senza tradurre queste espressioni verbali in chiare e conseguenti scelte di investimento”.

I responsabili delle cinque organizzazioni criticano aspramente l’approccio governativo, affermando che “continua invece la pessima abitudine di far prevalere una logica di mero contenimento della spesa, come se scuola e formazione fossero un costo e non una risorsa da sostenere per il bene del Paese”.

Tra le richieste più urgenti, i sindacati esprimono un netto “no agli interventi che riducono organici e possibilità di sostituzione”, sottolineando come tali misure vadano in direzione diametralmente opposta a quella necessaria per affrontare la crescente complessità del sistema. Vi è la forte necessità di destinare più risorse per i prossimi rinnovi contrattuali, così da compiere un altro passo significativo verso il riallineamento dei trattamenti economici del personale, che risulta penalizzato sia rispetto ad altri settori della Pubblica Amministrazione (Pa) sia in confronto ai parametri internazionali.

Inoltre, i sindacati chiedono risorse specificamente finalizzate per i tavoli del negoziato relativi al triennio 2025/27, da rendere immediatamente disponibili. L’obiettivo dichiarato è chiudere positivamente tali trattative entro e non oltre il prossimo anno. Risorse aggiuntive sono indispensabili anche per proseguire nel cammino della perequazione dei trattamenti normativi ed economici fra personale di ruolo e precario.

In questo senso, una richiesta specifica riguarda la carta docente, per la quale si chiede un rifinanziamento per poterne mantenere l’attuale importo inalterato per tutti. I promotori della manifestazione del 19 novembre difendono la loro scelta di strategia politica: Crediamo che la sollecitazione alle forze politiche attraverso richieste puntuali e argomentate – concludono i promotori – sia la via più giusta da seguire per ottenere modifiche necessarie alla legge in discussione, rispetto al cui percorso parlamentare un’azione di pura protesta rischia di rivelarsi tardiva e di nessuna efficacia”.

Le richieste dei sindacati

La lettera inviata ai gruppi parlamentari in vista dell’esame della Legge di Bilancio per il 2026 contiene richieste specifiche. In merito alla Manovra, in particolare, si chiede:

Opposizione al contenimento della spesa: Si richiede di evitare misure volte a contenere i costi per le supplenze brevi, che rischiano di protrarsi per l’intero anno scolastico, compromettendo il regolare svolgimento dell’attività didattica.

Contrasto alla contrazione degli organici: Si evidenzia e si critica la direzione opposta data dalle politiche attuali rispetto ai bisogni del sistema, citando la precedente contrazione di 6 mila posti per il personale docente e 2 mila posti per il personale ATA.

Risorse aggiuntive per il rilancio: È ritenuta urgente la necessità di uno stanziamento di risorse realmente aggiuntive, specificamente finalizzate a rilanciare una politica di forte investimento sul sistema di istruzione e formazione.

Poi, in generale, si chiede la valorizzazione del lavoro di tutto il personale. In particolare:

Aumento significativo delle retribuzioni: È necessario un significativo stanziamento nel disegno di legge per incrementare le retribuzioni in occasione del rinnovo contrattuale 2025/2027. Tale azione è indispensabile per porre rimedio alla condizione di svantaggio retributivo del personale scolastico rispetto ad altre categorie di dipendenti dello Stato e ai parametri internazionali.

Accelerazione del rinnovo 2025/27: È una priorità assoluta giungere quanto prima a un positivo rinnovo del CCNL 2025/27. Si chiede di porre fine alla consuetudine di rinnovi che avvengono ben oltre la scadenza, per tutelare più efficacemente il potere d’acquisto delle retribuzioni.

Equiparazione normativa ed economica: Si chiede di superare ogni discriminazione del trattamento economico e normativo a danno del personale precario.

Rifinanziamento e estensione della Carta Docente: Si richiede di incrementare il finanziamento della card docenti affinché sia possibile mantenere invariato l’attuale importo pro capite di 500 euro annui. Inoltre, si chiede di estendere tale beneficio al personale con contratto a tempo determinato.

Riconoscimento dei buoni pasto: Si chiede che venga resa concretamente attuabile la disposizione, contenuta nel parere della 7ª Commissione del Senato, relativa al riconoscimento dei buoni pasto a tutto il personale scolastico.

Legge di Bilancio, quali misure per la scuola?

Tra le varie misure, all’articolo 106 della bozza divulgata da Il Corriere della Sera, uno di quelli che si occupa di istruzione, c’è una misura che riguarda le supplenze.

L’articolo va a modificare la legge 107 del 2015, la buona scuola di Renzi. Ecco cosa prevede la Manovra: il dirigente scolastico deve effettuare salvo motivate esigenze di natura didattica, le sostituzioni dei docenti assenti su posto comune delle scuole secondarie di primo e secondo grado per la copertura di supplenze temporanee fino a dieci giorni con personale dell’organico dell’autonomia.

Per le sostituzioni dei docenti su posti di sostegno e degli insegnanti di scuola primaria, il dirigente scolastico può effettuare le sostituzioni per la copertura di supplenze temporanee fino a dieci giorni con personale dell’organico dell’autonomia. Il personale dell’organico dell’autonomia, ove impiegato in gradi di istruzione inferiore, conserva il trattamento stipendiale del grado di istruzione di appartenenza.

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