Il ministero dell’Istruzione e del Merito respinge le accuse di ritardi generalizzati nell’erogazione della Carta del docente 2026 e parla di una situazione complessivamente sotto controllo. Dopo le segnalazioni di diversi insegnanti, raccolte da Open e riportate in questo nostro articolo, l’amministrazione precisa che non esistono problemi strutturali, ma soltanto disfunzioni limitate.
A chiarire la posizione ufficiale è Antonella Tozza, direttrice generale per gli ordinamenti scolastici, che in una nota – ripresa sempre da Open – sottolinea come la piattaforma sia già largamente utilizzata. “Le registrazioni dei docenti hanno raggiunto quota 731.543, pari a circa il 72% della platea complessiva stimata“, si legge. “Sono stati inoltre validati oltre 205mila voucher, per un valore superiore ai 37 milioni di euro“.
Numeri che, secondo il ministero, dimostrano un avvio positivo del sistema, con un utilizzo diffuso sin dalle prime fasi. Tuttavia, alcune criticità segnalate dagli utenti vengono riconosciute, ma ridimensionate: si tratterebbe di casi “sporadici” e “fisiologici”, dovuti soprattutto alla “grande mole di accessi” registrata sulla piattaforma. Problemi che, assicura il Mim, sono già sotto osservazione attraverso il servizio di assistenza dedicato. Va ricordato che l’accredito del bonus era inizialmente previsto per il 9 marzo.
La Carta del docente rappresenta un contributo annuale destinato alla formazione degli insegnanti, utilizzabile tramite un portafoglio digitale per acquistare libri, corsi di aggiornamento, strumenti tecnologici e attività culturali. Per l’anno scolastico 2025-2026 l’importo è stato ridotto a 383 euro rispetto ai 500 euro degli anni precedenti, in seguito all’estensione del beneficio anche ai docenti precari.
Proprio questa novità ha alimentato il malcontento tra gli insegnanti, in particolare tra i supplenti, che contano su queste risorse per sostenere spese legate alla propria formazione. “In questo periodo si pagano le rette di diversi percorsi abilitanti per insegnare o le certificazioni per avere più punteggio nella graduatoria delle supplenze“.
Nonostante le proteste, il ministero ribadisce che non si è in presenza di un malfunzionamento diffuso. “Non emergono criticità di carattere generale nel funzionamento del sistema“, viene sottolineato nella nota, mentre i disservizi segnalati restano circoscritti. L’amministrazione assicura inoltre che “sono in corso puntuali verifiche” e “garantisce il progressivo superamento delle singole criticità segnalate attraverso il servizio di assistenza disponibile in piattaforma“.