Non accennano a placarsi le proteste dei docenti per il salasso subito sulla carta docenti.
In effetti, come dar torto al corpo docente, sommerso da impegni, scadenze burocratiche, oggetto di critiche (e a volte anche di atti di violenza), con stipendi al di sotto della media europea, mentre benzina e bollette vanno alle stelle, con una carta docenti il cui importo è rimasto fermo al 2015? E quest’anno è stato addirittura ridotto a 383 euro.
Emblematico il caso dei computer. Le nuove disposizioni prevedono che si possa acquistare un computer o un tablet a partire dall’anno in corso, per un importo massimo di 383 euro. E il computer da 383 euro ti deve durare quattro anni….
Il ritardo di oltre 6 mesi nell’erogazione del bonus (decurtato di oltre il 20%) ha determinato un ulteriore problema. Molti docenti nel frattempo hanno frequentato a loro spese corsi di formazione, spesso anche piuttosto costosi. Nessuna soluzione è stata prevista per consentire il rimborso delle spese documentate per la formazione, sebbene, come si è visto, l’Amministrazione sia tenuta a fornire quelle risorse che garantiscono la formazione in servizio.
Cosa avrebbero dovuto fare gli insegnanti da settembre a marzo, secondo il Ministero? Non avrebbero dovuto formarsi, benché tra i loro doveri rientri espressamente quello della formazione?
E coloro che per la loro professionalità l’avessero fatto a proprie spese, come sono stati considerati dal Ministro?
Sul punto, un silenzio che conta più di mille parole…
Chi avuto, ha avuto, chi ha dato ha dato. Sembra essere questa la filosofia di Viale Trastevere. E neppure una parola di scuse.