Doveva essere il 9 marzo la data chiave per l’attivazione della Carta del docente per l’anno scolastico 2025-2026. L’annuncio ufficiale era arrivato dal ministero dell’Istruzione e del Merito, ma a distanza di settimane la situazione appare ancora bloccata per molti insegnanti, soprattutto precari. Nonostante l’accesso alla piattaforma sia tecnicamente possibile, in numerosi casi il credito non è stato caricato, lasciando i docenti senza la possibilità di generare buoni o utilizzare le somme previste.
Secondo quanto riportato da Open, il problema non riguarderebbe pochi casi isolati ma si presenterebbe in modo diffuso, anche se non uniforme: alcuni insegnanti hanno ricevuto regolarmente il bonus, altri invece si trovano con il portafoglio digitale vuoto o con importi residui minimi risalenti agli anni precedenti, ben lontani dai 383 euro previsti per quest’anno.
La Carta del docente rappresenta un contributo annuale destinato alla formazione professionale degli insegnanti. Può essere utilizzata per acquistare libri, partecipare a corsi, ottenere certificazioni, acquistare dispositivi informatici o accedere a servizi culturali. Tra le novità di quest’anno c’è anche l’estensione ai docenti precari e la possibilità di utilizzare i fondi per gli abbonamenti ai trasporti, misura pensata soprattutto per chi lavora lontano dalla propria residenza.
Tuttavia, proprio l’allargamento della platea dei beneficiari ha comportato una riduzione dell’importo individuale, passato da 500 a 383 euro. Una diminuzione che, unita ai ritardi nell’erogazione, sta alimentando il malcontento.
A denunciare la situazione sono gli stessi docenti. Luigi Sofia, insegnante precario e attivista, racconta di aver scoperto casualmente il problema confrontandosi con una collega. Solo dopo aver verificato personalmente ha constatato l’assenza dei fondi anche sulla propria carta.
Il nodo principale, secondo Sofia, è la totale mancanza di comunicazione: nessuna spiegazione ufficiale sui ritardi né indicazioni sui tempi di risoluzione. Un silenzio che, in un contesto già complesso, contribuisce ad aumentare incertezza e frustrazione.

Il problema non è solo burocratico, ma ha conseguenze concrete. “«”Questo è un periodo delicato per noi docenti e il ritardo pesa. Molti di noi potevano usare quei fondi per pagare le certificazioni informatiche che davano punteggi per le graduatorie dei supplenti, che si sono chiuse proprio in questi giorni, o per i percorsi abilitanti che costano migliaia di euro e in questo periodo si pagano le rate», afferma Sofia. «Non parliamo di spese marginali, ma di investimenti professionali che, tra l’altro, sono anche uno degli obiettivi della Carte docente“»”, conclude il prof.
Un’altra criticità riguarda la distribuzione irregolare del problema. Come evidenziato dalle testimonianze raccolte, il ritardo non colpisce tutti allo stesso modo: alcuni docenti, sia di ruolo sia precari, hanno ricevuto regolarmente il bonus, mentre altri restano in attesa senza alcuna spiegazione.
Al momento, nonostante le richieste di chiarimento, il ministero dell’Istruzione e del Merito non ha ancora fornito risposte ufficiali sulle cause del disservizio né sui tempi necessari per il completo ripristino dell’erogazione.
In attesa di aggiornamenti, la situazione resta sospesa, alimentando dubbi e proteste in una categoria che, mai come quest’anno, contava su questo strumento per sostenere il proprio percorso professionale.