La Carta Docente è tornata operativa dal 9 marzo, dopo mesi di attesa. Quest’anno vale 383 euro e porta con sé importanti novità, tra cui la possibilità, per la prima volta, di utilizzarla per i servizi di trasporto. Ma quali mezzi sono ammessi e quali no? Facciamo il punto.
Dal 9 marzo oltre un milione di insegnanti possono finalmente accedere al bonus annuale. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato che i beneficiari sono “oltre 200.000 in più rispetto allo scorso anno, per un totale di 253.000 docenti in più rispetto a quelli previsti originariamente”. L’ampliamento riguarda anche i supplenti annuali e quelli con contratto fino al 30 giugno, oltre al personale educativo. A supporto della misura, il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato ulteriori 281 milioni di euro — 11 milioni in più rispetto ai 270 già previsti — da destinare alla formazione e all’acquisto di dispositivi digitali da concedere in comodato d’uso ai docenti tramite le scuole.
Le categorie di spesa ammesse sono state sensibilmente ampliate. Accanto alle voci tradizionali — libri, riviste, corsi di formazione, musei, mostre, teatri, hardware e software — il MIM ha inserito per la prima volta i servizi di trasporto di persone e l’acquisto di strumenti musicali. Sul fronte tecnologico, però, vale una limitazione introdotta dal Decreto Scuola (d.l. 127/2025): a partire dall’anno scolastico 2025/2026, hardware e software possono essere acquistati solo alla prima erogazione della Carta e poi con cadenza quadriennale. Chi ha già usufruito del bonus negli anni precedenti potrà comunque spenderlo in tecnologia nel 2025/2026, per poi rispettare il ciclo quadriennale. Al video tutorial disponibile online, l’esperto Lucio Ficara spiega passo dopo passo come creare un buono.
È proprio sul capitolo mobilità che emergono le questioni più curiose. I codici Ateco ammessi alla piattaforma includono il trasporto ferroviario, gli autobus di linea, il trasporto marittimo e costiero, quello per vie d’acqua interne e persino funivie e sciovie. Risultano invece esclusi i voli aerei: il trasporto aereo di passeggeri non compare nell’elenco. Una lacuna che non è passata inosservata e che qualcuno ha già definito una “dimenticanza”. Sul piano pratico, Antonio Antonazzo della Gilda degli Insegnanti ha chiarito che “la Carta Docente può essere usata solo per enti accreditati” e che per i servizi di trasporto “non è richiesta alcuna certificazione che attesti il motivo del viaggio”. Tradotto: nessun controllo sulla destinazione. Per gli operatori economici che volessero aderire, il requisito essenziale è che il codice Ateco prevalente rientri tra quelli ammessi, verificabile sul Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.