Un’allerta sanitaria senza precedenti scuote il Kent, contea dell’Inghilterra meridionale a pochi chilometri da Londra. La UK Health Security Agency ha dichiarato lo stato di emergenza pubblica per un focolaio di meningite B che si sta allargando rapidamente, con casi già segnalati in Francia. E mentre cinquemila studenti si mettono in fila per vaccinarsi, nelle farmacie britanniche i sieri stanno andando esauriti.
Come riporta il Messaggero, cinque scuole dell’area del Kent e almeno due università hanno già segnalato casi sospetti o confermati tra gli studenti. La fascia più colpita è quella degli adolescenti e dei giovani adulti, proprio quella generazione che in Inghilterra non ha ricevuto la vaccinazione di routine contro il meningococco B, introdotta per i neonati solo nel 2015. L’infettivologo Matteo Bassetti non usa mezzi termini: “Si tratta di uno dei focolai di meningite meningococcica più esplosivi mai visti, anche per la rapidità di diffusione”. Il quadro clinico che emerge è quello di un contagio che, secondo Bassetti, “si allarga a macchia d’olio”, con casi già documentati a Londra e in Francia. Le autorità sanitarie britanniche hanno avviato una campagna di vaccinazione d’emergenza rivolta a cinquemila studenti del campus dell’Università del Kent a Canterbury, mentre proseguono il tracciamento dei contatti e le indagini sull’origine della catena di trasmissione.
Riconoscere la meningite in tempo può fare la differenza. Nelle prime fasi la malattia può sembrare una semplice influenza, con mal di testa, sonnolenza e mancanza di appetito. Dopo due o tre giorni i sintomi tendono a peggiorare bruscamente: febbre elevata oltre i 37,5 gradi, nausea, vomito, rigidità della nuca e — nel caso specifico della meningite da meningococco — piccole macchie rossastre o violacee sulla pelle, le cosiddette petecchie.
Nei neonati il quadro può essere più insidioso e manifestarsi con irritabilità, pianto continuo, rigidità del corpo e rigonfiamento delle fontanelle. In presenza di uno qualsiasi di questi segnali, il consiglio degli esperti è unanime: rivolgersi immediatamente al medico senza attendere. Il periodo di incubazione varia da 2 a 14 giorni, il che rende ancora più urgente l’attenzione nei contesti a rischio.
Sempre secondo il Messaggero, l’emergenza sta avendo effetti immediati anche sul mercato dei vaccini. Le principali catene di farmacie britanniche segnalano un’impennata delle richieste: Boots ha introdotto un sistema di gestione delle code per accedere al servizio vaccinale, mentre Superdrug ha aperto una lista d’attesa e comunicato sul proprio sito una “carenza a livello nazionale”, assicurando di essere al lavoro con i fornitori per ottenere nuove dosi.
Sul fronte internazionale, la Francia ha confermato almeno due casi collegati all’Università del Kent, entrambi sotto monitoraggio. Per ora il ministero della Salute francese esclude ulteriori contagi associati al focolaio britannico, ma la situazione resta sotto stretto controllo. Bassetti torna a sottolineare il ruolo centrale della prevenzione: “Lo strumento migliore per evitare conseguenze gravi e nefaste rimane la vaccinazione”.