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Aggiornato il 21.10.2025
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Caso Raimo: sospeso per 3 mesi per il suo giudizio sulla politica scolastica di Valditara, ma ora il Tribunale di Roma lo riabilita e abbassa la sanzione a 10 giorni

E’ di questi giorni la notizia che il Giudice del lavoro di Roma ha accolto in larga misura il ricorso che il professore Christian Raimo, patrocinato da un pool di legali messo a disposizione dalla Flc-Cgil – aveva presentato contro la decisione dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio di sospenderlo dall’insegnamento per tre mesi.

Lo rende noto lo stesso Raimo con un  articolo pubblicato su Domani.

La storia – spiega il professore romano – è abbastanza nota. Durante un dibattito alla festa nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra avevo tracciato la mappa della crisi che attraversa la scuola, avevo ricordato quante e quali sono comunque gli sforzi e le intelligenze che riescono comunque a mandare avanti il sistema educativo in Italia, e poi avevo criticato le politiche del governo, definendo lurida l’idea che il ministro Valditara ha della scuola – mi riferivo a tanti aspetti diversi: dall’educazione sessuo-affettiva al nazionalismo di ritorno – e proponendo a breve una manifestazione di protesta contro queste politiche e l’operato del ministro, che riconoscevo come una figura presuntamente forte di un governo che sembra imbattibile e invece è solo autoritario: usavo come metafora la morte nera, the death star nella versione inglese, l’arma invincibile dell’impero in Star Wars, di cui invece la resistenza di Luke Skywalker, Han Solo e compagnia sanno riconoscere i punti deboli”.

Adesso, però, il Tribunale di Roma rimette le cose a posto e – afferma sempre Raimo – riconosce il diritto alla libertà di espressione, anche se ritiene che il professore abbia travalicato “i limiti della correttezza e dell’educazione, anche se non riferiti ad una persona ma ad un pensiero”.
La sanzione però viene ridotta da tre mesi a dieci giorni perché “i comportamenti addebitati al ricorrente non rivestono quei caratteri di particolare gravità” (abuso d’ufficio, interruzione di pubblico servizio, etc…) che fanno scattare la sospensione da uno a sei mesi; e scrive di “restituire quanto trattenuto in termini di retribuzione e quant’altro”.

Secondo Raimo si tratta di “una sentenza notevole che dà valore al dettato costituzionale, riconoscendo due principi cardinali – la libertà di espressione e il diritto al lavoro”.

Ma la questione non è affatto chiusa perché Christian Raimo sta già pensando di fare ricorso sul punto che la sentenza giudica ancora controverso e cioè l’aggettivo lurido.
“Di fatto – afferma il professore – si sostiene che si possano infliggere dieci giorni di sospensione dall’insegnamento a un docente pubblico se critica le idee di un ministro aggettivandole come luride. Mi sembra ancora eccessivo”.

E a questo punto fa seguito un elenco di diverse ragioni.
Una ci sembra particolarmente interessante.
”La mia critica era all’idea di scuola del ministro; non certo a lui. È questo il fondamento di ogni confronto pubblico. Di più: è esattamente il presupposto dell’educazione al dibattito che proviamo a insegnare a scuola. Non ho detto, non ho nemmeno mai pensato e non mi verrebbe mai da pensare che Valditara è lurido; è la sua idea della scuola in questo momento a esserlo”.

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