E’ di questi giorni la notizia che il Giudice del lavoro di Roma ha accolto in larga misura il ricorso che il professore Christian Raimo, patrocinato da un pool di legali messo a disposizione dalla Flc-Cgil – aveva presentato contro la decisione dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio di sospenderlo dall’insegnamento per tre mesi.
Lo rende noto lo stesso Raimo con un articolo pubblicato su Domani.
“La storia – spiega il professore romano – è abbastanza nota. Durante un dibattito alla festa nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra avevo tracciato la mappa della crisi che attraversa la scuola, avevo ricordato quante e quali sono comunque gli sforzi e le intelligenze che riescono comunque a mandare avanti il sistema educativo in Italia, e poi avevo criticato le politiche del governo, definendo lurida l’idea che il ministro Valditara ha della scuola – mi riferivo a tanti aspetti diversi: dall’educazione sessuo-affettiva al nazionalismo di ritorno – e proponendo a breve una manifestazione di protesta contro queste politiche e l’operato del ministro, che riconoscevo come una figura presuntamente forte di un governo che sembra imbattibile e invece è solo autoritario: usavo come metafora la morte nera, the death star nella versione inglese, l’arma invincibile dell’impero in Star Wars, di cui invece la resistenza di Luke Skywalker, Han Solo e compagnia sanno riconoscere i punti deboli”.
Adesso, però, il Tribunale di Roma rimette le cose a posto e – afferma sempre Raimo – riconosce il diritto alla libertà di espressione, anche se ritiene che il professore abbia travalicato “i limiti della correttezza e dell’educazione, anche se non riferiti ad una persona ma ad un pensiero”.
La sanzione però viene ridotta da tre mesi a dieci giorni perché “i comportamenti addebitati al ricorrente non rivestono quei caratteri di particolare gravità” (abuso d’ufficio, interruzione di pubblico servizio, etc…) che fanno scattare la sospensione da uno a sei mesi; e scrive di “restituire quanto trattenuto in termini di retribuzione e quant’altro”.
Secondo Raimo si tratta di “una sentenza notevole che dà valore al dettato costituzionale, riconoscendo due principi cardinali – la libertà di espressione e il diritto al lavoro”.
Ma la questione non è affatto chiusa perché Christian Raimo sta già pensando di fare ricorso sul punto che la sentenza giudica ancora controverso e cioè l’aggettivo lurido.
“Di fatto – afferma il professore – si sostiene che si possano infliggere dieci giorni di sospensione dall’insegnamento a un docente pubblico se critica le idee di un ministro aggettivandole come luride. Mi sembra ancora eccessivo”.
E a questo punto fa seguito un elenco di diverse ragioni.
Una ci sembra particolarmente interessante.
”La mia critica era all’idea di scuola del ministro; non certo a lui. È questo il fondamento di ogni confronto pubblico. Di più: è esattamente il presupposto dell’educazione al dibattito che proviamo a insegnare a scuola. Non ho detto, non ho nemmeno mai pensato e non mi verrebbe mai da pensare che Valditara è lurido; è la sua idea della scuola in questo momento a esserlo”.