Tetto di alunni stranieri, divieto di burqa e tanti altri provvedimenti relativi alla scuola: il decreto legge sulla scuola, annunciato nelle scorse settimane dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, non senza polemiche – è stato approvato il 24 settembre dal Consiglio dei Ministri.
Ecco cosa aveva detto il ministro Valditara in conferenza stampa dopo il Cdm: “C’è anche il fascicolo del docente, per facilitare la vita del personale scolastico, non dovranno più essere fornite certificazioni di vario genere. La misura che rende tutti gli istituti superiori licei è molto importante, valorizza un settore strategico”.
Nel concreto, come spiega Il Sole 24 Ore, si tratta di una nuova piattaforma che si inserisce in un percorso già avviato e rappresenta l’evoluzione del Fascicolo digitale del personale scolastico, operativo dal 2025. Già oggi il personale scolastico può consultare direttamente una parte rilevante delle informazioni che li riguarda: lo stato matricolare, i titoli acquisiti, i servizi svolti nel corso della carriera, sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato, e altri elementi della propria posizione professionale.
Su questo strumento si innesterà un nuovo ambiente web che muoverà i primi passi a inizio 2027. L’idea è quella di costruire un punto digitale di riferimento per chi già opera nel sistema e per chi potrebbe scegliere di entrarvi: uno spazio nel quale rendere più riconoscibile il percorso professionale, le opportunità di crescita, formazione e sviluppo delle competenze e, più in generale, il valore delle diverse professionalità che operano nelle istituzioni scolastiche.
In quest’ottica verranno sviluppati servizi digitali collegati alle attività del personale e alle relative procedure amministrative: il ministero infatti raccoglierà una sola volta i dati di ciascun dipendente, rendendoli disponibili in modo sicuro alle diverse procedure che li richiedono, in dialogo con le principali banche dati pubbliche, tra cui l’Anagrafe del personale scolastico, Inps e NoiPa.
L’obiettivo? Rendere più attrattiva la professione docente, sburocratizzando: d’altronde, i dati parlano chiaro. L’Italia è un Paese dove quasi il 15% degli insegnanti prima di arrivare in cattedra svolgeva un’altra professione (Ocse) e dove solo il 4,8% dei prof ha meno di 30 anni a fronte di un 54,3% che ne ha invece più di 50 (Eurostat).
Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre il decreto è approdato finalmente in Gazzetta Ufficiale. Ecco cosa c’è scritto all’articolo 3 del decreto, il decreto legge 30 settembre 2026, n. 170:
Il comma 1 intende promuovere la semplificazione e l’innovazione tecnologica dei servizi amministrativi nelle scuole italiane.
Per raggiungere tale scopo, il Ministero dell’istruzione e del merito (MIM) è tenuto ad adottare un programma biennale per lo sviluppo dei servizi digitali integrati all’interno del SIDI (Sistema Informativo dell’Istruzione). Le azioni specifiche riguardano: