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Cgilscuola: “I soldi della C.M. 66 spettano a tutte le scuole elementari”

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A distanza di un mese l’ambiguità contenuta nella circolare n. 66, da noi evidenziata immediatamente dopo l’emanazione della circolare stessa, incomincia a preoccupare (e non poco) le organizzazioni sindacali e soprattutto Cgilscuola che, nella giornata di ieri è arrivata addirittura a minacciare di ricorrere alla autorità giudiziaria se il Miur non fornirà in tempi rapidissimi i necessari chiarimenti.

La questione è ormai nota: la C.M. 66 stabilisce che per quest’anno il 50% dei fondi dell’autonomia dovrà essere riservato alle scuole elementari e dell’infanzia che aderiranno alla sperimentazione prevista dal decreto ministeriale n. 61.

Fin da subito avevamo segnalato che con questa "mossa" il Miur sembrava voler costringere di fatto le istituzioni scolastiche ad aderire alla sperimentazione e a dichiararlo anche espressamente.

Le centinaia di delibere contro l’avvio della riforma approvate nel mese di giugno in molte scuole d’Italia potrebbero così lasciare il posto nelle prossime settimane ad altrettante delibere di accettazione della sperimentazione adottate con lo scopo di non perdere i finanziamenti ministeriali (a conti fatti dovrebbe trattarsi di una cifra variabile fra i 5mila e gli 8mila euro, a seconda della dimensione della scuola).

Adesso Cgilscuola (sindacato che più di tutti ha sostenuto la protesta dei collegi dei docenti contro l’avvio della riforma) si accorge che la circolare 66 rischia di creare non pochi problemi all’interno delle scuole.

Già nei giorni scorsi Cgilscuola era intervenuta sulla questione con un comunicato piuttosto polemico che preannunciava azioni clamorose se il Miur non avesse ritirato (o almeno modificato) subito la circolare.
Nella giornata di ieri il segretario Enrico Panini ha dato fuoco alle polveri ed ha inviato una richiesta di chiarimenti al Ministero, esplicitando al tempo stesso l’interpretazione che – secondo la Cgil – bisognerebbe dare alla circolare: poiché la sperimentazione riguarda l’estensione dell’inglese e dell’informatica alle prime classi e poiché tale innovazione è di fatto prescrittiva per le scuole, ne consegue che il finanziamento deve essere riconosciuto a tutte le scuole.

Non ci sarebbe quindi bisogno di nessuna delibera di adesione dei collegi dei docenti per ottenere il finanziamento.

Ma la lettera con cui Panini chiede spiegazioni non ha toni molto concilianti; non solo di assegna un termine preciso (il chiarimento ministeriale deve pervenire prima dell’avvio dell’anno scolastico e cioè prima del 1° settembre), ma la conclusione è quanto mai perentoria:
"In mancanza di chiarimenti la nostra organizzazione sindacale sarà costretta ad adire l’autorità giudiziaria al fine di vedere tutelati gli interessi professionali del personale della scuola, le risorse economiche spettanti alle singole istituzioni scolastiche oltre alla qualità dell’attività del sistema nazionale dell’istruzione".