Home Politica scolastica Chiamata diretta: il Miur mette alla corda i sindacati?

Chiamata diretta: il Miur mette alla corda i sindacati?

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Perchè il contratto sulla mobilità è ancora fermo negli uffici dei Ministeri che se ne stanno occupando?

Una spiegazione arriva ora dalla Flc-Cgil che con un comunicato di poche ore fa conferma quanto da noi già pubblicato nei giorni scorsi: il contratto ha superato il vaglio dell’Ufficio centrale di bilancio (UCB) del Miur ma è fermo alla Funzione Pubblica per il controllo di compatibilità.
Il contratto di mobilità – spiega la Flc – si colloca in un momento di contrasto tra i ministri del MIUR e del MEF sulla quantificazione dei posti da trasferire in organico di diritto, così come si inserisce nella nuova cornice del Decreto Madia che modifica il TU del pubblico impiego. Entrambi i fattori incidono sicuramente sul controllo dell’accordo pre-siglato, ma non dovrebbero pregiudicarne la validazione”.
“Come sindacato – si legge ancora nel comunicato – siamo vigili sul versante della trattativa per la ‘chiamata’ dagli ambiti alle scuole, anch’essa ferma su un testo che accoglie molte delle nostre proposte, ma importanti interlocuzioni, tutte interne al MIUR, stanno allungando i tempi”.

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Fuor di metafora il senso appare abbastanza chiaro: secondo la Flc sarebbe lo stesso Miur a non considerare del tutto accettabile la richiesta sindacale di attribuire al collegio dei docenti il potere di definire criteri vincolanti sulle modalità di chiamata dagli albi territoriali.

Ma da cosa deriverebbero le perplessità? Molto probabilmente i dirigenti del Miur che dovrebbero firmare il contratto sono ben consapevoli che la Funzione Pubblica non vedrebbe di buon occhio un ampliamento delle competenze del collegio dei docenti fatto per via contrattuale. E’ evidente, infatti, che ruolo e funzione degli organi collegiali sono materia esclusiva di legge. Né si vede, al momento, come una eventuale modifica delle norme del TU sul pubblico impiego possa dare una risposta alle richieste sindacali. 

Difficile, per il momento, capire come potrebbe evolvere la situazione. E una conferma arriva da un comunicato della Gilda che così commenta l’esito dell’incontro svoltosi nella giornata del 28 marzo:  “L’Amministrazione non ha fornito alcuna notizia in merito all’accordo sulle cosiddette competenze, né sono state fissate date per ulteriori confronti con i sindacati. A questo punto, sarà inevitabile uno slittamento dei termini per la presentazione delle domande di mobilità e si fa sempre più concreto il rischio che anche il prossimo anno scolastico cominci all’insegna del ritardo, con cattedre scoperte e alunni privati per mesi dei loro insegnanti”.