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Classi ibride: al via la proposta di ricerca di Indire e Istituto per le Tecnologie Didattiche – CNR

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L’INDIRE (Istituto nazionale documentazione innovazione ricerca educativa) e l’Istituto per le tecnologie didattiche (ITD) del Consiglio nazionale delle ricerche hanno dato il via ad una collaborazione per rilevare le criticità del servizio dell’Istruzione Domiciliare, un’azione orientata prevalentemente al mantenimento della continuità degli apprendimenti rispetto ai programmi curricolari e per promuovere “classi ibride”, cioè ambienti didattici sempre più inclusivi rivolti a tutti quei bambini che non possono frequentare fisicamente le aule scolastiche.

Dall’istruzione domiciliare alla classe ibrida inclusiva

Il servizio di istruzione domiciliare si basa sull’uso prevalente della lezione frontale, con scarsi contatti con le classi di provenienza da parte degli alunni, i quali non hanno, per svariate ragioni, possibilità di andare a scuola e che si incontrano in modo saltuario con i compagni, riducendo al massimo le occasioni di collaborazione.

L’ITD, L’Istituto Tecnologie Didattiche (ITD), presente dal 1970 a Genova e dal 1993 a Palermo, creato dal Consiglio Nazionale delle ricerche, istituto scientifico italiano interamente dedicato alla ricerca sull’innovazione educativa veicolata dall’integrazione di strumenti e metodi basati sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ha realizzato il progetto Tris 1 Tris 2 (Tecnologie di Rete e Inclusione Socio-Educativa).

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Si parte da un modello di inclusione socioeducativa, che prende in considerazione gli studenti impossibilitati alla normale frequenza scolastica a causa di gravi patologie invalidanti, centrato sul concetto di “classe ibrida inclusiva”, e prevede un uso metodico e regolare delle risorse cloud per consentire la partecipazione attiva e collaborativa dell’alunno a distanza alle normali attività che si sviluppano in aula.

L’integrazione delle visioni pedagogiche di “Classe Ibrida”, con quelle di “Classe Aperte e Ambienti di apprendimento allargati”, portate avanti da INDIRE attraverso il Movimento delle Piccole Scuole, è il punto di partenza da cui i due enti di ricerca si muovono, per rilevare i bisogni delle realtà scolastiche delle aree interne, di montagna e delle isole.

L’obiettivo, sottolineano i due enti, è rintracciare setting in grado di restituire indicazioni rispetto alla dimensione didattica, organizzativa e tecnologica, oltre a documentare le pratiche virtuose di gestione di situazioni di attività domiciliare per cause di salute e ambientali. Lo studio permetterà di avere indicazioni sull’entità del fenomeno, le problematiche connesse e le pratiche efficaci messe in atto dalle piccole scuole.

Questa analisi consentirà inoltre a Indire e Itd-Cnr di realizzare laboratori formativi e repertori utili di “classi ibride inclusive”, da condividere e disseminare sia nelle piccole scuole che affrontano situazioni complesse con alunni che sono in isolamento forzato e fanno parte di classi omogenee o pluriclassi, sia creando risorse che possono rivelarsi utili in un contesto più ampio, come quello che si è andato creando nell’attuale situazione epidemiologica.

L’indagine

Il lavoro condiviso parte dall’individuazione di casi e tipologie di didattica a casa presenti nelle piccolo scuole, in situazioni legate alla salute, al territorio, come ad esempio residenza in piccole isole senza struttura scolastica, dissesti stradali, assenza di vie di trasporto o del servizio del pulmino.  

Per svolgere la ricerca è stata predisposta un’indagine rivolta a Dirigenti scolastici e Docenti. Per la compilazione è possibile accedere fino al 21 dicembre ai seguenti link:

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per i docenti

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