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Cobas Scuola contro il “premio insegnanti”

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Si è svolta il 24 marzo, presso la sede dei Cobas Scuola Catania, la conferenza stampa con la quale è stato fatto un primo bilancio della raccolta firme contro il “premio agli insegnanti”.

Il Cobas Scuola Catania, riporta il resoconto dell’incontro: “oltre 550 docenti catanesi hanno, infatti, sottoscritto la petizione, promossa dal sindacato di base, con la quale hanno dichiarato che ‘Qualora dovessero ricevere il premio, lo restituiranno alle scuole di appartenenza (sotto forma di donazione) affinché tali fondi vengano utilizzati per migliorare la qualità del lavoro’. Si tratta, ha sottolineato la portavoce provinciale, Teresa Modafferi, di un’ importante presa di posizione contro la legge 107/2015 (la cosiddetta buona scuola) che, con chiarezza, ribadisce non solo che la scuola non può essere gestita come un’azienda, ma, soprattutto, rifiuta un sistema di valutazione che:

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  • comporta uno sterile aumento della competizione individuale tra i docenti, mentre al contrario una scuola di qualità ha bisogno di effettiva collegialità e cooperazione;
  • spinge i docenti a uniformare l’attività didattica a criteri prestabiliti, sacrificando di fatto il pluralismo e la libertà d’insegnamento, nonché le reali e specifiche peculiarità della singola classe e dei singoli alunni;
  • attraverso il potere deliberante sull’assegnazione dei premi dei dirigenti scolastici (che presiedono anche il Comitato, decidono sull’esito dell’anno di prova, scelgono i docenti a cui conferire l’incarico triennale) determina una forte gerarchizzazione e aziendalizzazione della scuola pubblica, minandone il pluralismo e la democrazia previsti dalla Costituzione”.

I Cobas tengono a precisare che “il rifiuto del premio riafferma, inoltre, un’altra idea sulla funzione della scuola, elemento essenziale, e insostituibile, come recita la stessa Costituzione, per la crescita complessiva del Paese. Se si vuole migliorare la qualità della scuola italiana, e lo si deve necessariamente fare, occorrono: investimenti significativi (in strutture, strumenti di lavoro e salari) e bisogna migliorare la qualità dello stesso insegnamento. Premiare i più bravi, ammesso e non concesso che si possano oggettivamente individuare i/le ‘migliori’, non serve a migliorare la qualità complessiva delle proposte didattico-educative. Al contrario risorse e impegno andrebbero indirizzati per far sì che tutti i docenti lavorino al meglio delle loro possibilità, in un clima sereno e collaborativo”.

“Infine, come ha sottolineato la Modafferi, questo primo parziale successo, rappresente un’ottima premessa per la riuscita della raccolta firme, che inizierà il prossimo 9 aprile, con la quale verranno sottoposti a Referendum 4 punti decisivi della legge 107:

  • l’assunzione diretta dei docenti da parte dei presidi

  • il premio per i ‘migliori’

  • il numero di ore relative all’alternanza scuola-lavoro

  • la possibilità di finanziare ulteriormente le scuole private.”

 

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