Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, torna puntuale il dibattito sui compiti delle vacanze: servono davvero? Sono utili o solo un’abitudine difficile da abbandonare? In questo confronto tra nostalgici del “compitino” e sostenitori di un’educazione più moderna (come Italo Fiorin e Vincenzo Schettini), si inserisce la voce autorevole del pedagogista Daniele Novara, che con un post sui social riassume il concetto in modo semplice e ironico:
«A chi si preoccupa del superamento di tre mesi senza nozionismo, dico che l’apprendimento è applicazione, non memoria. Piuttosto incentiviamo lettura di libri, esperienze reali, conoscenza del mondo e allargamento delle relazioni!esi senza nozionismo, dico che l’apprendimento è applicazione, non memoria. Piuttosto incentiviamo lettura di libri, esperienze reali, conoscenza del mondo e allargamento delle relazioni!»
Un invito chiaro a superare l’idea di estate come periodo “a vuoto” da riempire con schede, esercizi e ripassi. Per Novara, il vero apprendimento nasce dall’esperienza diretta, non dalla ripetizione meccanica. Non è la memoria a costruire le competenze più solide e durature, ma la possibilità di mettere in pratica ciò che si impara nella vita reale.
Il rischio, spiega Novara, è quello di trasformare anche l’estate in un prolungamento della scuola intesa solo come trasmissione di nozioni. Ma la crescita di bambini e ragazzi non avviene solo sui banchi: avviene nella lettura, nei viaggi, nelle relazioni, nel gioco, nelle esperienze condivise.
La scuola dovrebbe insegnare a vivere, non solo a ripetere. E l’estate è l’occasione perfetta per sperimentare il mondo in modi nuovi, liberi dalla pressione dei voti e delle scadenze.
“Far passare l’estate ai figli nella logica della ripetizione scolastica riproducendo le attività dell’aula, salvo rare eccezioni, è un tedio inutile e demenziale – così scrive Novara – Importanti sono invece esperienze di apprendimento nella natura, musicali, linguistiche, di volontariato e di lettura libera. I bambini e gli adolescenti hanno diritto a ben altro che a eserciziari e manuali di compiti per le vacanze buoni ad accendere le grigliate“.
Il messaggio di Novara è un invito a rivedere il concetto stesso di apprendimento: non più legato solo ai libri di testo, ma alla vita vissuta. L’estate non va sprecata in esercizi ripetitivi, ma valorizzata per ciò che può offrire in termini di crescita personale.
La scuola ricomincerà a settembre, con la sua organizzazione e i suoi programmi. Ma l’educazione, quella vera, non conosce stagioni. Si nutre di esperienze, di incontri, di letture, di gioco e di stupore. E forse, come suggerisce Novara, anche di qualche buona grigliata.
