Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha invitato i docenti a non assegnare compiti tramite registro elettronico a vacanze già iniziate. Un principio di buon senso che, stando ai dati, fatica a trovare applicazione concreta nelle scuole italiane.
Con la nota prot. 2443 del 28 aprile 2025, il Ministro Giuseppe Valditara ha raccomandato ai docenti che “l’assegnazione di compiti e attività di studio da svolgere a casa siano accuratamente pianificate da ciascun insegnante”. Il documento invita esplicitamente a evitare che i compiti “siano consegnati sul registro elettronico in serata per l’indomani”, sollecitando invece la loro annotazione sul diario personale degli studenti durante le ore di lezione. L’obiettivo dichiarato è tutelare il diritto al riposo di alunni e famiglie, garantendo alla scuola il ruolo di contesto capace di “creare le condizioni di serenità e fiducia per lo sviluppo armonico della personalità” degli studenti.
Il punto critico è che la nota ministeriale non ha forza di legge. Si tratta di una raccomandazione, non di un divieto vincolante. A fare da scudo ai docenti che non la rispettano è il DPR n. 275/1999, che garantisce alle istituzioni scolastiche autonomia didattica e ampi margini decisionali sulle metodologie di insegnamento, compresa la gestione dei compiti per casa. Tuttavia, quando un insegnante utilizza i canali digitali per caricare nuove assegnazioni a vacanze già iniziate, si muove su un terreno scivoloso: il confine tra discrezionalità professionale e invasione del tempo privato degli studenti diventa sottile, configurando quella che alcuni esperti definiscono una forma di “maleducazione digitale”.
I numeri raccolti dal portale Skuola.net fotografano una realtà lontana dalle indicazioni ministeriali. Nell’estate 2025, meno della metà degli studenti, il 44%, è riuscita a trascorrere le vacanze senza ricevere compiti aggiuntivi a lezioni già terminate. Durante le ultime vacanze di Natale la situazione è peggiorata: 7 studenti su 10 hanno dichiarato di aver ricevuto almeno parte delle assegnazioni tramite registro elettronico, email o chat nel pieno delle festività. Per oltre un quarto degli alunni (26%), la maggior parte del carico di studio è arrivata proprio a vacanze in corso. Le conseguenze si riflettono anche sulle strategie adottate per far fronte al lavoro: tra gli studenti delle superiori, il 52% ha ammesso di aver delegato parte dei compiti all’intelligenza artificiale, mentre alle medie quasi un alunno su due (48%) ha dovuto ricorrere all’aiuto diretto di genitori o parenti.