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15.01.2026

Compiti a casa, la maestra influencer: “Se troppi bisogna parlare con i docenti. No ad esercizi lunghi, massimo un’ora in quinta”

Redazione

I compiti per casa sono troppo stressanti? Come devono comportarsi i docenti? A dire la sua opinione è stata la docente celebre sui social Maestra Federica, a Il Corriere della Sera. Ecco i suoi suggerimenti per colleghi, studenti e genitori.

Innanzitutto la docente ha spiegato cosa fare in caso di carico di compiti eccessivo: “Bisogna farlo presente agli insegnanti. Due o tre volte l’anno ci sono le riunioni di interclasse durante le quali il rappresentante può comunicare questo disagio, se riguarda tutta la classe. Se, invece, il tema coinvolge una minima percentuale, i genitori lo devono far presente all’insegnante. È meglio evitare di scriverlo sui gruppi WhatsApp perché non è lì che si risolve il problema”.

Quanto tempo dedicare ai compiti?

Poi la maestra si è rivolta ai genitori: “Bisogna far capire che svolgere i compiti è una sua responsabilità, ma il genitore deve supportare il bambino. Tante volte basta dargli un po’ di attenzione in più e stargli vicino fisicamente. Il capriccio nasconde sempre un messaggio, il bambino potrebbe non avere voglia perché è stanco o perché in casa non c’è un posto tranquillo per farlo studiare”.

Ma quanto tempo si dovrebbe dedicare ai compiti? “Non dovrebbero essere esercizi lunghi: 10 minuti in prima elementare, 20 minuti in seconda, 30 minuti in terza, 40 minuti in quarta, per arrivare a un’ora in quinta. È un allenamento molto importante”.

“Non deve esserci un’invasione di campo, però il diario si apre insieme, si controlla, o si consulta il registro elettronico, se alcune maestre o maestri mettono lì i compiti. Si verifica che ci sia tutto e, ovviamente, se il bambino è stato assente si chiede al gruppo classe. Il genitore deve supportarlo e cercare di farglieli fare in autonomia, quindi da solo. È importante, però, al termine ricontrollarli insieme”, ha aggiunto. “La correzione è utile anche al genitore per rendersi conto che tipo di errori fa il suo bambino, perché se sono errori di tipo didattico, cioè di qualcosa che gli è stato spiegato male, o di distrazione, è possibile ragionarci insieme. Ma se è un errore in cui il genitore si rende conto che il bambino proprio non ha capito il concetto, va segnalato all’insegnante o per iscritto sul diario o attraverso i tanti canali per comunicare che abbiamo a disposizione”.

Cosa fare se quaderni e libri vengono lasciati a scuola?

Infine la maestra ha parlato del materiale che serve per fare i compiti, che a volte viene dimenticato in aula: “Questo rientra nella gestione dell’errore, perché gli errori non sono solo quelli che facciamo sul quaderno. Ora, se la cosa succede molto spesso, bisogna farlo presente all’insegnante perché a volte può essere l’insegnante che dimentica di restituire i quaderni. Noi maestre tendiamo a farli lasciare a scuola per alleggerire lo zaino. Se invece è solo il mio bambino che dimentica il quaderno, facciamogli recuperare il compito a casa, magari su un foglio. Poi porta il quaderno a casa e lo ricopia. Se allo stesso bambino capita spesso, perché se ne approfitta, può essere una strategia non fare nulla: va a scuola, fa brutta figura, la maestra lo rimprovera e lo fa recuperare solitamente a ricreazione mentre gli altri giocano. È un comportamento che va responsabilizzato da parte della maestra”.

La circolare di Valditara

È importante che la programmazione delle verifiche da svolgere in classe, così come l’assegnazione di compiti e attività di studio da svolgere a casa, siano accuratamente pianificate da ciascun insegnante, anche avendo cura di valutare quanto eventualmente già definito dagli altri docenti del team o del consiglio di classe, nonché evitando che siano consegnati sul registro elettronico in serata per l’indomani.

A dirlo è stato ad aprile 2025 il Ministro Valditara che ha trasmesso una circolare alle scuole riguardante l’assegnazione delle verifiche in classe e dei compiti da svolgere a casa.

Il tema dei compiti a casa è sempre molto sentito, tanto che in alcune occasioni i Dirigenti scolastici sono intervenuti con proprie indicazioni indirizzate ai docenti della scuola.

Come ad esempio la Dirigente scolastica che ha chiesto agli insegnanti di non assegnare compiti per le scorse vacanze pasquali.

O ancora il caso dei genitori che hanno scritto ad un altro Dirigente perché fosse assicurato il diritto al riposo dei propri figli durante le festività.

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