Sarà la Corte di Cassazione a dirimere la querelle giudiziaria sull’indennizzo per le ferie non godute da parte del personale docente precario con contratto fino al 30 giugno o al termine delle lezioni, i cui giorni vengono invece ormai sistematicamente cancellati d’ufficio dalle amministrazioni scolastiche nei giorni di sospensione delle attività didattiche, quindiin corrispondenza del Natale, di Pasqua e della seconda e terza decade di giugno: l’udienza in Cassazione si è svolta il 20 maggio, alla presenza di diversi legali, in difesa dei precari, e dell’avvocatura di Stato.
Il nodo della questione risiede nel fatto che da alcuni anni le amministrazioni scolastiche cancellano d’ufficio i giorni di ferie – pari a 2,5 per ogni mese di servizio svolto – con la stessa Suprema Corte che ha deciso per il rinvio pregiudiziale, quando la questione sembrava fosse stata già risolta, a favore dei precari, con precedenti pronunce della stessa Cassazione.
Nel frattempo, i giudici del lavoro stanno accogliendo diversi ricorsi dei precari, soprattutto nei casi in cui i dirigenti scolastici non invitano esplicitamente – per vie scritte – il personale insegnante a fruire dei giorni.
La Tecnica della Scuola ne ha parlato con due degli avvocati presenti in Cassazione: Isetta Barsanti Mauceri e Salvatore Spataro.