Perché nessuno vuole più iscriversi al liceo classico? La domanda viene spontanea dopo la pubblicazione dei dati sulle iscrizioni 2026/2027, le cui procedure si sono concluse lo scorso 21 febbraio. Secondo quanto riportato da Cisl Scuola, in termini numerici il percorso di studi che include greco e latino, il liceo per eccellenza, risulta essere molto meno scelto rispetto a scientifico, linguistico, economico e sociale.
A certificare il calo di iscritti al classico una elaborazione di Cisl Scuola sulle percentuali fornite dal Mim: a scegliere il classico sono stati 27.241 alunni; il liceo delle scienze umane 41.542, il linguistico 40.285, lo scientifico 68.940. Inutile dire che come al solito in questi casi qualcuno inizia a parlare di “inutilità” del liceo classico e di “crisi”.
Il direttore della Tecnica della Scuola Alessandro Giuliani, intervistato ai microfoni di Radio Radio, ha provato a dare ancora una volta una spiegazione a questo fenomeno che secondo molti è preoccupante.
“Stiamo andando da alcuni anni con questa tendenza. I ragazzi non fanno il classico per molti motivi, legati alla spendibilità del corso che spaventa le famiglie. Lo scientifico va alla grande. A tredici anni più di molti anni fa i ragazzi sono spaesati, l’intervento delle famiglie è decisivo”, ha esordito.
“Sino agli anni Sessanta al classico andava il 30% degli studenti, allo scientifico il 10. Questo anche perché con il classico ci si poteva iscrivere in qualsiasi facoltà. Pesa tantissimo il giudizio delle famiglie più interessate a corsi di laurea che garantiscano maggiori opportunità lavorative. A molte famiglie interessa molto di più della cultura. Il classico a tantissimi tredicenni non va di studiare sette o otto ore al giorno. La soluzione risulta essere quella di andare in un liceo così si fanno contenti i genitori, ma magari un altro, dove non c’è nessuna lingua morta”.
Come può evolvere il classico, come renderlo più appetibile? Ecco la risposta del direttore: “Introdurre magari materie Stem, anche un paio d’ore a settimana o materie di carattere economico, Potrebbe essere più accattivante. A breve verrà pubblicata la bozza delle Indicazioni Nazionali del secondo ciclo, potrebbe essere il momento opportuno. Si tratta di un sacrificio necessario, bisogna trovare un compromesso”.
“Oggi i ragazzini fanno i compiti in quaranta minuti, altro che stare quaranta minuti su una versione di greco. Si devono lasciare le lingue morte ma è necessario o aggiungere o modificare qualcosa”, ha chiosato Giuliani.