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Aggiornato il 06.03.2026
alle 16:04

Liceo classico in crisi, Giuliani: “Oggi si fanno tutti i compiti per casa in 40 minuti, chi sta ore su una versione di greco?”

Perché nessuno vuole più iscriversi al liceo classico? La domanda viene spontanea dopo la pubblicazione dei dati sulle iscrizioni 2026/2027, le cui procedure si sono concluse lo scorso 21 febbraio. Secondo quanto riportato da Cisl Scuola, in termini numerici il percorso di studi che include greco e latino, il liceo per eccellenza, risulta essere molto meno scelto rispetto a scientifico, linguistico, economico e sociale.

Quanti studenti si sono iscritti al classico?

A certificare il calo di iscritti al classico una elaborazione di Cisl Scuola sulle percentuali fornite dal Mim: a scegliere il classico sono stati 27.241 alunni; il liceo delle scienze umane 41.542, il linguistico 40.285, lo scientifico 68.940. Inutile dire che come al solito in questi casi qualcuno inizia a parlare di “inutilità” del liceo classico e di “crisi”.

Il commento

Il direttore della Tecnica della Scuola Alessandro Giuliani, intervistato ai microfoni di Radio Radio, ha provato a dare ancora una volta una spiegazione a questo fenomeno che secondo molti è preoccupante.

“Stiamo andando da alcuni anni con questa tendenza. I ragazzi non fanno il classico per molti motivi, legati alla spendibilità del corso che spaventa le famiglie. Lo scientifico va alla grande. A tredici anni più di molti anni fa i ragazzi sono spaesati, l’intervento delle famiglie è decisivo”, ha esordito.

Sino agli anni Sessanta al classico andava il 30% degli studenti, allo scientifico il 10. Questo anche perché con il classico ci si poteva iscrivere in qualsiasi facoltà. Pesa tantissimo il giudizio delle famiglie più interessate a corsi di laurea che garantiscano maggiori opportunità lavorative. A molte famiglie interessa molto di più della cultura. Il classico a tantissimi tredicenni non va di studiare sette o otto ore al giorno. La soluzione risulta essere quella di andare in un liceo così si fanno contenti i genitori, ma magari un altro, dove non c’è nessuna lingua morta”.

Come rendere più appetibile il classico?

Come può evolvere il classico, come renderlo più appetibile? Ecco la risposta del direttore: “Introdurre magari materie Stem, anche un paio d’ore a settimana o materie di carattere economico, Potrebbe essere più accattivante. A breve verrà pubblicata la bozza delle Indicazioni Nazionali del secondo ciclo, potrebbe essere il momento opportuno. Si tratta di un sacrificio necessario, bisogna trovare un compromesso”.

“Oggi i ragazzini fanno i compiti in quaranta minuti, altro che stare quaranta minuti su una versione di greco. Si devono lasciare le lingue morte ma è necessario o aggiungere o modificare qualcosa”, ha chiosato Giuliani.

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