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Aggiornato il 06.08.2025
alle 15:32

Compito di cittadinanza per il 6 in condotta: non è un “compitino”, ha lo stesso valore delle prove di recupero. Lo precisa il MIM

Il compito di cittadinanza è tutt’altro che un “compitino”, […]. Ha, infatti, lo stesso valore delle prove di recupero per le altre discipline già previste dalla normativa attuale: per poterlo superare lo studente dovrà studiare durante l’estate, riflettendo sul proprio comportamento e, come in tutti gli esami di recupero, non basterà il componimento, ma sarà rilevante la sua discussione“.

A chiarirlo è il Ministero che, nell’ambito della rubrica Facciamo chiarezza, ha pubblicato alcune precisazioni riferite all’articolo del 6 agosto 2025 su “Il Fatto Quotidiano” dal titolo “Disciplina a scuola. Il 6 in condotta e quel ‘compitino’ di cittadinanza“.

Quanto scritto non corrisponde al vero” sottolinea il MIM.

La verifica sarà approfondita

Il Ministero precisa che il tema sarà il punto di partenza per un confronto sui valori acquisiti e che ci sarà una verifica approfondita sulla consapevolezza raggiunta rispetto al comportamento tenuto.

Questa verifica sarà fatta dai docenti che, – sottolinea il MIM – “di certo, sanno valutare i loro studenti e non avranno difficoltà, come non la hanno, del resto, durante il corso dell’anno scolastico, a comprendere se di fronte c’è chi finge o chi ha compreso realmente“.

Non si tratta di una farsa

Immaginare che tutto si riduca a una farsa – continua il Ministero – significa mettere in dubbio la capacità degli insegnanti di svolgere il loro lavoro. Il nostro è un corpo docente qualificato e ben preparato che saprà accompagnare e attuare questa novità messa in campo per responsabilizzare i nostri giovani, accompagnandoli nel loro percorso di crescita e maturazione“.

La “riparazione” fa parte di un percorso

Il Ministero conclude con alcune considerazioni: “Ovviamente, se lo studente che ha sostenuto la prova e l’ha superata, nell’anno successivo sarà ancora “irriverente, offensivo o maleducato” sarà più facilmente bocciato, avendo di fatto fallito la chance che gli era stata data. La “riparazione” non si esaurirà nell’esame di settembre, ma farà parte di un percorso educativo più ampio in cui le nuove disposizioni si inseriscono con l’obiettivo di dare un messaggio preciso e regole chiare rispetto al modo di comportarsi e relazionarsi dentro il contesto scolastico e, di riflesso, nei contesti pubblici“.

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