Oggi, 16 settembre, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha convocato le organizzazioni sindacali per l’informativa sulla modifica dei DM 205 e 206 del 2023, con particolare riferimento alla revisione dei punteggi delle tabelle di valutazione dei titoli utilizzati nei concorsi.
La modifica, che opererà solo sui futuri concorsi, interviene per recepire i più recenti aggiornamenti della normativa in materia di reclutamento, dopo la chiusura della stagione dei concorsi PNRR. Lo riporta Flc Cgil.
Gli interventi di modifica riguardano i seguenti aspetti:
La FLC CGIL ha esortato l’amministrazione a non bandire nuovi concorsi e dare priorità allo scorrimento delle graduatorie vigenti ed elenchi regionali. Rispetto alle modifiche alle tabelle si è chiesto di rispettare un criterio di proporzionalità che dia ragione della natura selettiva e dell’impegno didattico previsto dai diversi percorsi formativi: corsi con durata inferiore, didattica on line e accesso per soli titoli non possono essere valutati alla stregua di percorsi che richiedono prove di accesso, tirocinio e impegno didattico con obbligo di frequenza in presenza.
La FLC CGIL ha chiesto che al servizio sia riconosciuto maggiore punteggio, garantendo la valutabilità anche del servizio non specifico.
In relazione al titolo di accesso è importante equiparare il punteggio per l’abilitazione acquisita mediante concorso con quello assegnato ai percorsi abilitanti: gli idonei dei concorsi 2020 sono stati ingiustamente penalizzati sino ad oggi e questa condizione va cambiata. Utile chiarire definitivamente che si valuta il superamento di un precedente concorso ordinario anche se costituisce titolo di accesso.
La FLC CGIL ha chiesto la valorizzazione del superamento di un precedente concorso ordinario con un maggiore punteggio rispetto a quello riconosciuto sino ad oggi.
A latere dell’incontro la FLC CGIL ha sollevato il tema della condizione dei docenti assunti da concorso PNRR ancora privi dell’abilitazione, che conseguiranno il titolo entro dicembre: è sbagliato che questi colleghi non possano svolgere il percorso di formazione e prova e siano penalizzati dai ritardi connessi all’avvio dei corsi abilitanti.