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16.09.2026

Condizionatori a scuola, Valditara: “I 20 milioni andranno a più di 6.000 scuole. Si tratta di 3.200 euro per istituto, ben più di 57 per aula”

L’allerta caldo a scuola è diventata un argomento serissimo: se ne parla da fine maggio, da quando le temperature hanno iniziato a sfiorare i 35°C. Sono passati oltre tre mesi e il problema torna a presentarsi. Si tratta di un tema che riguarda da vicino il calendario scolastico, poiché le scuole non sono ancora organizzate per convivere con il cambiamento climatico.

Il problema non riguarda solo le scuole del Sud. Gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 – visionati dalla Tecnica della Scuola, danno conto della situazione delle aule di 61.308 edifici scolastici in tutto il Paese: di questi, appena 3.966 risultano dotati di condizionatori, il 6,45% del totale. Per altri 24.888 (40,6%) i dati non sono disponibili. Per 32.462 edifici (52,95%), infine, è messo nero su bianco che i condizionatori non ci sono. Complessivamente sono 57.350 gli edifici in cui non è garantita la refrigerazione, il 93,55% del totale.

A inizio settembre il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha avviato un percorso: “Abbiamo deciso un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico. L’avevamo promesso, l’abbiamo fatto”, ha annunciato. Si poteva fare domanda per l’installazione dei sistemi di raffreddamento nelle aule entro l’11 settembre. Questo basterà a risolvere la situazione? No, perchè servirà anche l’intervento degli Enti Locali: secondo un’analisi della Tecnica della Scuola, le risorse stanziate copriranno la spesa di circa 50 euro a classe. Mentre la spesa per i condizionatori è pari ad alcune migliaia di euro per aula.

Valditara alla Camera, la risposta

Oggi, 16 settembre, nel corso del question time alla Camera, il ministro Valditara ha risposto ad un’interrogazione proprio su questo: “Siamo consapevoli della necessità di affrontare una nuova fase nell’adeguamento degli edifici scolastici che deve necessariamente comprendere anche l’adattamento a tutte le condizioni climatiche. Va detto con chiarezza però che questo obiettivo compete innanzitutto agli enti locali proprietari degli immobili e che il Ministero può solo dare un contributo a tali enti per la realizzazione di questi interventi di adeguamento”.

“Ebbene, in questi anni il Ministero ha fatto la sua parte come mai prima, sia attraverso gli investimenti del PNRR, sia grazie a risorse aggiuntive ministeriali prese dal nostro bilancio. Abbiamo investito oltre 12 miliardi di euro tra fondi PNRR e fondi nazionali. Si tratta del più importante investimento mai realizzato per le nostre scuole. Di questi circa 3,7 miliardi sono stati destinati proprio all’efficientamento energetico, considerando gli interventi per le nuove scuole, nuove palestre, nonché quelli di efficientamento energetico e dimesse in sicurezza. A questi interventi che puntano a una riqualificazione complessiva del patrimonio edilizio scolastico, abbiamo aggiunto anche l’ulteriore contributo straordinario per l’acquisto di apparecchi dispositivi per il raffrescamento con l’obiettivo di offrire uno strumento pratico e di rapida realizzazione per migliorare le condizioni degli studenti e del personale scolastico”.

“Proprio ieri, dopo solo 10 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, abbiamo provveduto a chiudere il riparto dei 20 milioni di euro. Faccio i complimenti alla scuola italiana e al Ministero per la rapidità. Ebbene, questi 20 milioni andranno a poco più di 6.000 scuole con importo per scuola di circa €3.200. Dunque, non come qualcuno ha detto oggi anche il sindaco Lepore di Bologna, €57 per scuola. Si informi meglio. Non vorrei che un condizionatore a Bologna costi €3.200. Dunque, ben più dei €57 per classe, noto fra l’altro, che è un condizionatore mobile a costi molto accessibili. Questo contributo straordinario disposto dal Ministero non esclude ovviamente la realizzazione di ulteriori interventi strutturali come fatto finora. Il Governo sta infatti lavorando, anche in vista della prossima legge di bilancio, ha la possibilità di rafforzare gli investimenti già attuati per migliorare l’efficienza energetica anche degli edifici scolastici”.

Scuola il 1° ottobre, è possibile?

La risposta del ministro Giuseppe Valditara è arrivata comunque in seguito a vari appelli. Una docente di scuola superiore che lavora in Campania ha anche aperto una petizione su Change.org che è diventata popolare, volta a smuovere l’opinione pubblica e chiedere di posticipare il rientro a scuola, se necessario, anche il 1° ottobre.

Si tratta di una soluzione paventata spesso anche da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Ma c’è un problema: bisogna comunque garantire 200 giorni di lezione, come stabilisce la legge 9 agosto 1986 n. 467. E questo, secondo il ministro Giuseppe Valditara, rappresenta “un paletto invalicabile”.

Il sindacalista Anief, però, ha ricordato che i giorni “possono essere ridotti con ordinanza dei sindaci per motivi eccezionali, ad esempio per tutelare la salute di studenti e personale scolastico se il dirigente scolastico non riesce ad assicurarla in base all’aggiornamento del DVR (il documento di valutazione dei rischi)”. Come è accaduto a Palermo.

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