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04.09.2025

Concorsi scuola, la rivolta dei precari: “Tra errori e autodenunce, gli USP non ci ascoltano”

In via de Castagnoli si sono dati appuntamento insegnanti, studenti e personale ATA, uniti dalla volontà di denunciare i problemi che, puntualmente, si ripresentano all’inizio di ogni anno scolastico.

Il 3 settembre, durante il sit-in davanti all’Ufficio scolastico regionale, Pier Francesco Minnucci, segretario organizzativo Flc-Cgil, ha annunciato al Corriere: “Ci hanno promesso un prospetto dettagliato di tutte le procedure di nomina del personale per il prossimo anno scolastico”. Un impegno che nasce dall’emergenza di un avvio segnato da ritardi e caos nelle graduatorie.

Minnucci ha sottolineato: “Le scuole oggi sono senza un pezzo di personale fondamentale per il regolare avvio dell’anno. Secondo le nostre stime arriviamo al 30% di precariato tra docenti e ATA. Ci sono state, e le abbiamo contestate, procedure concorsuali non adeguate e poco trasparenti”.

Sul palco improvvisato davanti alla sede dell’ufficio scolastico, docenti e studenti hanno raccontato la loro esperienza. Diletta, insegnante, ha denunciato: “È dallo scorso 11 luglio che segnaliamo punteggi sbagliati nei concorsi, alcuni colleghi si sono persino autodenunciati, ma l’ufficio scolastico non ci ascolta. Oggi saremmo molti di più, ma tanti sono già in servizio”.

Anche Salvatore, docente, ha preso la parola: “Abbiamo tentato per quasi due mesi di risolvere la situazione, ma è rimasto tutto pressoché uguale”. Gli studenti hanno chiesto che la scuola abbia i finanziamenti che merita, mentre Minnucci ha rilanciato: “La scuola pubblica merita rispetto e va difesa”.

Tra i casi più emblematici emerge quello della classe di concorso di inglese negli istituti secondari. Gabriele Caforio, della segreteria Flc Emilia-Romagna, ha spiegato: “Si tratta di tre concorsi che si sono accavallati, dal 2020 fino a quelli legati al PNRR. Sin da luglio abbiamo segnalato errori nell’attribuzione dei titoli ai candidati. In Emilia-Romagna sono coinvolti circa un centinaio di docenti che dovevano entrare di ruolo quest’anno. L’amministrazione ha minimizzato, affrontando con superficialità un problema molto più ampio”.

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