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Concorso a cattedra: confusione e dubbi

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A partire dalle incongruità del bando, che in alcuni casi lambiscono l’illegittimità e addirittura l’incostituzionalità, si notano molte imperfezioni nell’organizzazione di questo concorso, che sono frutto dell’improvvisazione e della fretta di espletare questo concorso prima delle elezioni politiche della prossima primavera. I sindacati lamentano una mancanza di assistenza da parte del Miur, che non risponde ai dubbi quotidiani dei numerosi partecipanti. 
La Cisl scuola evidenzia la mancanza di chiarezza riguardo i titoli di ammissione al concorso, infatti nelle istanze online figurano anche le nuove lauree specialistiche, che non rappresentano titolo idoneo, almeno che non siano accompagnate da abilitazione all’insegnamento, per partecipare al concorso. Questo dubbio è stato chiarito dal MIUR, sottolineando il fatto che i titoli di accesso comprendono anche le lauree specialistiche e magistrali che invece il bando non prevede come titoli validi, quindi la dichiarazione di questi titoli, in mancanza dell’ abilitazione all’insegnamento, ossia di una laurea conseguita entro i parametri temporali determinati dal bando, quindi entro l’anno accademico 2001/002 se la laurea è quadriennale o 2002/2003 se quinquennale, sarà motivo di esclusione dal concorso, nel momento in cui gli uffici scolastici regionali verificheranno il possesso corretto dei requisiti necessari per la partecipazione.
Un altro chiarimento è stato quello che solamente il personale docente di ruolo, compresi i docenti di religione non potranno partecipare al concorso, al contrario qualunque impiegato nella pubblica amministrazione anche a tempo indeterminato, potrà partecipare se in possesso dei titoli di accesso al concorso. Questo fatto è molto grave dal punto di vista della validità di questo concorso, si ravvisano proprio per questo motivo elementi di incostituzionalità, che potrebbero indurre la Corte Costituzionale ad annullare il bando stesso. Un altro importante chiarimento che dal bando non si evinceva, arriva dalla Cisl scuola che ha reso noto il fatto che chi ha dovuto integrare il proprio piano di studi universitario di laurea perché non erano in possesso dei CFU necessari per accedere all’insegnamento, deve tener conto che il conseguimento del titolo rimane quello della laurea e non quello relativo agli esami d’integrazione per ottenere i CFU necessari. La Flc Cgil lamenta il fatto che la sezione delle istanze online riferita ai titoli valutabili non è ancora attiva. 
Su questo specifico punto il Ministero, tramite una semplice faq, ha reso noto che sarà attivata più avanti senza però chiarire con precisione quando. Questa comunicazione però non soddisfa i sindacati che fanno notare che fa il bando impone la dichiarazione dei titoli valutabili debba essere presentata contestualmente alla domanda e non successivamente. Un’altra sezione presente nelle istanze e non menzionata nel bando è quella riferita ai titoli di riserva, come previsto dalla legge n. 68/99, in questo caso non è sufficiente un semplice riferimento come previsto dall’art. 19 del bando, ma è opportuno allegare una specifica dichiarazione ai sensi del D.P.R. n. 445 al momento stesso della presentazione della domanda. Insomma possiamo certamente dire che tra elenchi dei titoli di laurea non corrispondenti al D.M. n. 39/98 e sezioni presenti nelle istanze online ma mancanti nel bando, regna sovrana la confusione.

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