Home Archivio storico 1998-2013 Estero Concorso a cattedra: valutazione dei titoli e punteggi

Concorso a cattedra: valutazione dei titoli e punteggi

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Cattedre che saranno assegnati nel biennio che è come dire briciole, considerato pure che il concorso servirà solo per conferire l’abilitazione solo a chi risulterà vincitore.
I concorsi in ogni caso saranno a carattere regionale, ad eccezione di eventuali ambiti interregionali per le classi di concorso con esigua disponibilità di posti.
Intanto, per garantire che il bando esca puntualmente come promesso dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, occorre il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione che però, essendo solo un parere non vincolante, si teme da parte dei sindacati che venga dribblato, vista la prossima scadenza, mentre al concorso, secondo quando comunicato, potranno partecipare gli aspiranti docenti per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, oltre ai laureati in scienze della formazione primaria anche gli insegnanti che hanno un diploma magistrale (per l’infanzia) o di istituto magistrale (infanzia-primaria) preso entro l’anno scolastico 2001/02.
Per le medie e le superiori potranno accedere al concorso, oltre a coloro che risultano in possesso di abilitazione, anche i laureati entro l’anno accademico 2001/02 (lauree quadriennali), o 2002/03 (lauree quinquennali) o 2003/04 (lauree sessennali), anche se non abilitati.
Relativamente alle materie, considerato che i grandi vuoti d’organico sono per matematica e latino e greco con prevalenza al Nord, i posti da bandire saranno per l’ambito artistico (classi A025 – A028), per l’educazione fisica (classi A029 – A030), per l’area tecnologica (classe A033) per le materie letterarie (classi A043 – A050 – A051 A052 ambiti disciplinari 4 e 9), per matematica e scienze alle medie (classe A059), per inglese e francese (classi A245 – A246 – A345), per le discipline economico aziendali (classe A017), per quelle giuridiche ed economiche (A019), per quelle meccaniche e (A020), per l’elettronica (A034), per filosofia e pedagogia (A036), per filosofia e storia (A037), per matematica-fisica (A038 – A047 – A049) e le scienze naturali (A060), laboratorio di edilizia e topografia (C430).
Dura invece la preselezione per entrare nello stretto manipolo dei vincitori veri e propri, ai quali appunto verranno assegnati i posti nell’arco di tre anni.
Infatti i quesiti non riguarderanno la materia per la quale si chiede l’insegnamento, ma saranno quiz di comprensione del testo, logica, conoscenza di una lingua straniera comunitaria a scelta fra inglese, francese, tedesco, spagnolo.
Lo svolgimento della prova dovrebbe inoltre avvenire con i nuovi sistemi informatici e in aule apposite.
La prova scritta, superata la quale si ottiene la agognata abilitazione, è invece a carattere disciplinare, cioè sulla materia che si intende insegnare e per la quale si possiedono i titoli.
Essa sarà strutturata con quesiti a risposta aperta sulla materia di riferimento del candidato, mentre l’orale consisterà in una lezione simulata per la verifica delle capacità didattiche che però, a parere di illustri pedagogisti, è una sciocchezza anche perchè non pare misurabile nè valutabile la “capacità didattica”.
I punteggi attribuibili massimi saranno di 40 punti sia per lo scritto e sia per l’orale, mentre i titoli saranno valutati 20 punti.
Chi supera positivamente le prove, ma non risulta vincitore, non potrà far valere l’esito ai fini abilitanti.

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