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Concorso dirigenti scolastici: l’Anp ricorre alla Corte Europea

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Non si sblocca la vicenda del concorso per dirigenti scolastici che dura ormai da almeno un anno, ma questa volta i sindacati sembrano aver perso davvero la pazienza e le iniziative diventano anche di carattere legale.
Clamorosa quella dell’Anp il cui presidente Giorgio Rembado ha reso noto proprio oggi di aver dato mandato all’Ufficio Legale dell’Associazione per la presentazione di un ricorso alla Corte Europea di Strasburgo contro il comportamento del Governo italiano.

"L’inerzia e l’inadempienza dell’Amministrazione – ha dichiarato Rembado – non sono più a lungo accettabili. Sono in gioco le legittime aspettative di migliaia di lavoratori – presidi incaricati – a veder stabilizzato un rapporto di impiego confinato da oltre dieci anni in una condizione di precarietà. Viene altresì negata ai docenti più valorosi e motivati persino la possibilità di mettersi alla prova per essere ammessi a spendere le proprie competenze in favore della scuola pubblica".

Ma la cosa più grave – spiegano i dirigenti dell’Anp – è che la mancanza di capi di istituto stabili e adeguatamente preparati priva gli utenti di un servizio scolastico di qualità.

Nei giorni scorsi anche la Cgilscuola aveva annunciato iniziative legali contro il blocco del concorso.

Dopo una formale diffida al Governo, il sindacato di Enrico Panini ha infatti presentato anche un ricorso al Tar del Lazio.

"La situazione – dichiara Cgilscuola – è molto chiara ed evidenti sono le responsabilità governative".
I dati a cui fa riferimento Cgilscuola sono inequivocabili:

4.000 posti di dirigente vacanti e disponibili (su un totale di circa 10.800 scuole);
il concorso era già previsto dalla legge Finanziaria 2002
la situazione è destinata ad aggravarsi anche in considerazione dell’elevata anzianità di servizio di buona parte dei dirigenti in servizio.

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Ma, nonostante le proteste delle organizzazioni sindacali, il problema potrebbe restare insoluto ancora per diverso tempo, dal momento che la prossima legge finanziaria si annuncia particolarmente austera per tutto il pubblico impiego e per la scuola in particolare.