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Aggiornato il 18.10.2018
alle 12:00

Concorso docenti infanzia, valorizzare le vere competenze

Sono una docente di Scuola dell’Infanzia dal 1982 (quando per ottenere il Diploma si dovevano fare 180 giorni di Tirocinio con esame finale/Abilitazione).

Scrivo per ricordare a quanti SFP pensano che il Diploma non serve a nulla. Il problema è davvero complesso. Infatti ci sono diplomati/e che, come me, per anni sono stati reclutati/e dalle Scuole con regolari bandi per progetti di Psicomotricità.

Siamo Esperti/e Esterni perché riconosciuti come Professionisti dell’educazione, ma per il Miur tale Formazione non è riconosciuta a livello di punteggio.

Quindi, come mai si parla di qualità dei docenti e poi quando ci sono Docenti che hanno qualifiche professionali (pagate di tasca propria, facenti parte di un Elenco Professionale che obbliga a formazione continua garantita da Associazioni di categoria nazionali- ANUPI EDUCAZIONE – con rivista pubblicata da Erickson) vengono equiparati/e tristemente (con il punteggio) a persone che hanno un diploma impolverato nel cassetto da almeno 20 anni?

Spero che il Ministro Marco Bussetti possa leggere questa lettera e, visto che si stanno pubblicando i bandi di concorso (straordinario ed ordinario per la Scuola dell’Infanzia…) ove appaiono, nelle bozze, competenze di lingua straniera, si ricordi che ci sono bambini/e italiani che arrivano alla Scuola dell’Infanzia e, non parlano ma agiscono, utilizzano il corpo ed il gioco per esprimersi e, se trovano un/a Docente formato/a al linguaggio corporeo e motorio potrebbe beneficiare e la Scuola potrebbe davvero vantare qualità nel POF/ PTOF, giusto?

Karin Fanutti

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