Quello di aprile di 80 anni fa fu un mese particolarmente importante per il Paese ma anche per la storia della nostra scuola.
Il 7 aprile 1946, infatti, si concludeva la prima fase delle elezioni amministrative che dovevano servire a rinnovare i consigli comunali di tutta Italia.
Le elezioni si svolsero in due tornate, una primaverile nelle regioni del nord dal 10 marzo al 7 aprile e una autunnale al sud dal 6 ottobre al 24 novembre, anche per le condizioni logistiche difficilissime in ci versava il Paese.
Intanto a tra aprile e maggio prendevano formalmente avvio i comizi elettorali in preparazione del referendum del 2 giugno a sostegno della Repubblica o della Monarchia.
A favore della Repubblica erano schierati i partiti che più di altri si erano impegnati durante il periodo della Resistenza (comunisti, socialisti, repubblicani, partito d’azione); la Democrazia Cristiana sciolse ogni riserva a fine maggio nel corso del Congresso nazionale in cui si risultarono a favore della Repubblica 730.500 iscritti con 252.000 contrari, 75.000 astenuti e 4.000 schede bianche.
Anche se la scuola non era in cima ai pensieri di tutti a causa anche della gravissima situazione strutturale in cui il Paese di trovava, nei partiti si discuteva molto del futuro assetto del sistema scolastico.
In tutti i partiti che aveva partecipato all’esperienza della Resistenza si erano consolidati alcuni principi irrinunciabili: rendere la scuola accessibile a tutti, in particolare ai figli dei lavoratori, degli operai e dei contadini, storicamente tenuti lontani dalla cultura; garantire l’obbligo scolastico gratuito (spesso indicato fino ai 14 anni) e fornire borse di studio o collegi per i ragazzi meritevoli ma privi di mezzi; riconoscere la cultura come un diritto per tutti i cittadini e un servizio che lo Stato deve offrire per permettere a ognuno di raggiungere i più alti gradi dell’istruzione in base alle proprie capacità.
Furono questi i principi sui quali si dibattè a fondo nel corso dei lavori della Assemblea Costituente che iniziarono nel mese di giugno e proseguirono fino alla fine del mese di dicembre 1947. Un anno e mezzo di discussioni e di confronti serrati che servirono a mettere a punto principi e valori irrinunciabili in cui tutti potessero riconoscersi.