Quando si tratta di concorsi pubblici, soprattutto quelli legati al mondo della scuola, ogni dettaglio procedurale può diventare determinante. Le modalità di svolgimento delle prove, le istruzioni fornite ai candidati e il funzionamento delle piattaforme informatiche utilizzate rappresentano elementi fondamentali per garantire la regolarità delle selezioni.
Non sempre, però, tutto procede senza contestazioni. Può accadere che un partecipante ritenga di aver subito un’ingiustizia durante lo svolgimento di una prova e decida di rivolgersi agli organi competenti. È proprio ciò che è accaduto in una delle prove del concorso per dirigenti tecnici del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il 20 marzo 2026 il TAR del Lazio, sezione terza bis, ha emanato l’ordinanza n. 2569 con la quale ha disposto la sospensione del concorso per dirigenti tecnici a seguito del ricorso presentato da una candidata.
La contestazione riguarda il funzionamento del sistema informatico utilizzato durante la prima prova scritta del concorso, svolta il 19 gennaio 2026. Secondo quanto sostenuto dalla ricorrente, il programma impiegato per la gestione della prova permetteva la chiusura e la consegna automatica dell’elaborato tramite la doppia pressione del tasto “conferma”, senza una richiesta di validazione finale o un avviso che segnalasse l’irreversibilità dell’operazione.
Proprio questo meccanismo, secondo la candidata, avrebbe determinato la consegna automatica dell’elaborato, circostanza ritenuta lesiva dei propri interessi e che ha portato alla presentazione del ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio.
Di fronte alle questioni sollevate, il TAR ha ritenuto necessario acquisire ulteriori elementi per comprendere in modo completo quanto accaduto durante lo svolgimento della prova e valutare le motivazioni contenute nel ricorso.
Per chiarire i fatti, i giudici amministrativi hanno disposto un incombente istruttoria nei confronti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, chiedendo la trasmissione di diversi atti relativi alla prova scritta contestata.
Tra la documentazione richiesta figurano i verbali della Commissione riguardanti le prove scritte oggetto del ricorso, oltre agli esiti delle prove sostenute dalla ricorrente e alla copia dell’elaborato relativo alla prima prova.
Il Tribunale ha inoltre domandato di acquisire il contenuto delle istruzioni fornite ai candidati sul funzionamento dei tablet e della piattaforma informatica utilizzata durante la prova, comprese eventuali schermate di conferma citate nella relazione prodotta dall’Amministrazione.
Questi elementi dovranno consentire di verificare se i partecipanti fossero stati adeguatamente informati sulle modalità di salvataggio e invio degli elaborati e se il sistema utilizzato potesse effettivamente generare equivoci durante la prova.
Nell’ordinanza il TAR ha concesso al Ministero un termine di quarantacinque giorni per produrre la documentazione richiesta e adempiere all’incombente istruttorio disposto dal Tribunale.
Solo dopo l’acquisizione degli atti necessari sarà possibile proseguire con l’esame della vicenda e valutare nel merito le contestazioni sollevate dalla candidata.
Il prosieguo dell’esame documentale è stato rinviato alla camera di consiglio del 20 maggio 2026, data in cui il TAR tornerà a pronunciarsi sulla questione alla luce degli elementi che verranno forniti dall’Amministrazione.
La decisione del TAR potrebbe avere effetti differenti sull’andamento del concorso per dirigenti tecnici, a seconda dell’esito finale del ricorso.
Qualora il ricorso venisse accolto, tra le ipotesi possibili vi sarebbe l’ammissione della ricorrente alla fase successiva della selezione oppure l’annullamento della prima prova scritta con la conseguente ripetizione della prova per tutti i candidati.
Se invece il ricorso dovesse essere respinto, la procedura concorsuale potrebbe proseguire regolarmente fino alla conclusione prevista entro il 31 dicembre 2026.