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Concorso docenti, Saese: “Impugneremo davanti il Capo dello Stato il bando del sostegno”

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Il 30 marzo scorso sono scaduti i termini per l’inoltro delle domande di partecipazione al prossimo concorso docenti. Il tasso di concentrazione delle domande è più alto al sud rispetto al nord. I dati forniti dal Miur indicano che le domande presentate sono state 165.578 a fronte di 63.712 posti da assegnare. La regione con più domande è stata la Campania con 24.125 istanze presentate, seguita da Lombardia, Sicilia, Lazio, Veneto, Puglia ed Emilia Romagna. Più chance di assunzioni per i docenti delle superiori (più della metà avranno la possibilità di essere assunti a tempo indeterminato), la possibilità scende per infanzia e primaria (più di un quarto). Attenzione, però. I dati del Ministero dell’Istruzione non tengono conto dell’effetto ricorsi che numerosi aspiranti stanno presentando ai vari tribunali amministrativi: se il Tar dovesse ammettere alla selezioni i laureati i numeri sarebbero decisamente più elevati. Il 29 marzo, ad esempio, il Tar Lazio ha ammesso con riserva al concorso una ricorrente non abilitata alla quale non era consentito partecipare al concorso.

Ai microfoni de ‘La Tecnica della Scuola, il Presidente del Sindacato Saese, Francesco Orbitello, promette battaglia: “Stiamo già predisponendo diversi ricorsi straordinari al Capo dello Stato e vogliamo impugnare il bando relativo al sostegno data l’esclusione della partecipazione al bando dei docenti abilitati e non abilitati”

Perché impugnate il bando?

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“Abbiamo ottenuto un nuovo parere dalla Direzione generale del Mercato interno e dei servizi dell’Unione Europea. Le osservazioni giuridiche che il sindacato ha inviato a Bruxelles con nota del 10/11/2012 hanno il fine di dimostrare all’amministrazione europea che i diplomi e le lauree conseguite in Italia, che permettono l’idoneità all’insegnamento, sono sia abilitanti per le classi di concorso di competenza, sia specializzandi per il posto di sostegno”.