Dal 5 marzo scorso giace senza risposta, sulla scrivania del Ministro dell’Istruzione e del Merito dott. Giuseppe Valditara, un voluminoso dossier di centinaia e centinaia di pagine firmato dal prof. Massimo Arcangeli – docente universitario, linguista, sociologo della comunicazione, critico letterario e scrittore. Il documento, elaborato attraverso un lavoro lungo e scrupoloso, censisce e analizza le numerose criticità emerse negli ultimi concorsi, tra i quali il concorso ordinario per Dirigente Scolastico indetto con Decreto Dipartimentale prot. 2788 del 18/12/2023, che hanno investito tanto la fase preselettiva quanto le prove scritte e orali. La mole del testo riflette non solo il rigore dell’analisi, ma anche la consistenza della documentazione allegata a sostegno delle tesi avanzate.
La serietà delle questioni sollevate impone una risposta istituzionale tempestiva: il Ministro Valditara è chiamato a far luce, in modo trasparente e definitivo, su una procedura concorsuale su cui pendono tuttora ricorsi amministrativi e procedimenti penali.
Al quadro già critico si aggiunge un paradosso difficile da ignorare: i posti da dirigente scolastico effettivamente necessari sono ben più numerosi di quelli autorizzati con D.P.C.M. 3 ottobre 2023, registrato alla Corte dei Conti il 31 ottobre 2023 con n. 2839.
Ai sensi dell’art. 6, comma 9 del bando, alla preselezione sono stati ammessi alle prove scritte un numero di candidati pari a tre volte i posti disponibili per regione. Se il fabbisogno triennale fosse stato stimato correttamente sin dall’inizio, le soglie preselettive si sarebbero abbassate, consentendo a molti candidati esclusi di proseguire.
L’esito è invece sconfortante: in alcune regioni i posti messi a bando non sono stati tutti assegnati per mancanza di vincitori; in altre il bacino di idonei non vincitori è risultato esiguo. Ne hanno pagato le conseguenze non solo i candidati eliminati alla preselezione, ma anche i principi costituzionali di efficacia, efficienza ed economicità.
Resta aperta una domanda senza risposta: a chi ha giovato sprecare risorse pubbliche per un concorso – il primo dopo sei anni – che, con quasi 25.000 candidati, non ha saputo coprire il fabbisogno di dirigenti scolastici, escludendo candidati che avevano ampiamente superato la soglia di sufficienza e che, con un conteggio corretto dei posti, sarebbero stati ammessi alle fasi successive?
I docenti del Movimento Equità nel Merito