Home I lettori ci scrivono Concorso Riservato FF: l’ennesimo vulnus alla meritocrazia

Concorso Riservato FF: l’ennesimo vulnus alla meritocrazia

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“Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.

Sebbene l’articolo 97 della Costituzione sancisca un principio chiaro, la cui ratio è da ricercarsi nella necessitò di selezionare a ricoprire il ruolo di dipendenti pubblici i candidati migliori, sovente abbiamo assistito nel nostro ordinamento all’ideazione di scorciatoie volte a sanare la posizione lavorativa di chi è stato ammesso, senza selezione alcuna, a ricoprire mansioni superiori rispetto alla propria categoria di appartenenza, e ciò in spregio dell’art. 52 del testo unico del pubblico impiego.

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Non stupisce che detta prassi senz’altro deplorevole, non cessi di essere domandata a gran voce, quasi fosse addirittura un diritto, dai sindacati. Stupisce invece che uno Stato moderno degno di questo nome, che aspiri a fare della pubblica amministrazione il fulcro del proprio rilancio (così come espressamente e recentemente dichiarato nel PNRR) decida di assecondare dette inconcepibili richieste, in totale spregio al principio di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.

È di questi giorni  la notizia confermata dal Ministero dell’Istruzione di un imminente bando riservato al personale amministrativo facente funzioni di DSGA munito del prescritto titolo di studio e finalizzato a  coprire i posti vacanti (circa 2000) nel profilo di Direttore SGA a partire dal prossimo settembre 2021.

È bene ricordare che, contestualmente alla piena attuazione dell’autonomia scolastica,  dal 1-9-2000 al profilo professionale  di  direttore  dei servizi  generali  ed amministrativi nelle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, possono accedere, soltanto gli aspiranti in possesso della Laurea in Giurisprudenza, Scienze Politiche Sociali e Amministrative, o Economia e Commercio, secondo quanto previsto dalla tabella B allegata al CCNL relativa al personale del Comparto Scuola del CCNL 26-5-1999.

Solo nel 2018, per la prima volta, si è proceduto a bandire un apposito concorso specificamente volto alla selezione del personale in possesso degli appositi requisiti culturali. Fino ad allora per sopperire alle carenze di organico il Ministero (d’accordo con i Sindacati) ha fatto ricorso  al personale in organico quale assistente amministrativo anche se sprovvisto dello specifico titolo della laurea, peraltro assunto nel ruolo di AA senza uno specifico concorso per esami.

Ed è appena il caso di sottolineare che l’ultimo bando di concorso prevedeva, proprio nell’ottica di salvaguardare la professionalità acquisita, una quota di riserva pari al 30% dei posti disponibili per il personale anche non possesso dei titoli culturali idonei purché avente almeno 3 anni di servizio.

Inutile dire che per la gran parte, detti assistenti dsga ff, non hanno superato il concorso.

Ad oggi i sindacati tutti richiedono a gran voce l’estensione del nuovo concorso riservato anche ai facenti funzione non muniti della laurea.

E’ a tutti evidente che detta soluzione, se attuata, costituirebbe solo un escamotage maldestramente travestito da selezione pubblica finalizzato a concedere una seconda opportunità a coloro che – pur avendo – lo ripetiamo – ricoperto senza titolo di studio adeguato e senza selezione alcuna il ruolo di dsga ff negli ultimi anni –  e dunque pur avendo l’enorme vantaggio dell’esperienza pratica – hanno dimostrato, col concorso ordinario bandito nel 2018 ed aperto anche a concorrenti esterni, di disconoscere la teoria e di mancare di quelle competenze culturali indispensabili per svolgere il delicato ruolo di Dsga, tanto da risultare inidonei in quest’ultimo concorso.

E ciò e tanto più vero che i sindacati chiedono altresì che il concorso riservato venga svolto con modalità semplificate rispetto al concorso ordinario, evidentemente troppo complesso per chi, invece sostiene di avere “mandato avanti le scuole” nel corso degli ultimi anni.

E’ ora di porre fine definitivamente alla distorsione voluta dal sistema che ha finito per delegittimare il ruolo ed il profilo del Direttore SGA: se infatti un “quisque de populo” è ritenuto idoneo a ricoprire le relative  funzioni, senza possedere il prescritto titolo di studio e senza  superare una reale selezione, necessariamente qualsiasi richiesta di valorizzazione in termini di inquadramento professionale e retributivi non ha alcuna ragione d’essere.

Occorre tuttavia far notare al Ministero ed a certi sindacati che la scuola di oggi, con la piena attuazione del decentramento funzionale, non è più quella di venti anni orsono.

Adempimenti e funzioni si sono moltiplicati assumendo profili di notevole complessità giuridica per il cui svolgimento è indispensabile una solida base teorica.

Sebbene alcune di queste responsabilità siano poste contrattualmente in capo ad altri soggetti, l’unica figura all’interno dell’istituzione scuola che possiede le giuste conoscenze teoriche per assolvere alle stesse è il Direttore SGA.

Chi negli anni ha scelto liberamente di ricoprire un ruolo, il c.d. personale facente funzione, per il quale era ben consapevole di non avere titolo è stato retribuito per le funzioni svolte e l’ha fatto scientemente non già per spirito di sacrificio ma con la speranza di arrivare ad essere inquadrato senza selezione alcuna e senza il prescritto titolo di studio quale funzionario della pubblica amministrazione.

Appare pertanto destituita di ogni fondamento, oltre che lesiva del principio di uguaglianza, la richiesta di certi sindacati di far partecipare all’imminente bando il personale DSGA ff privo di titolo idoneo.  

Sono state proprie le scelte giustificate dalla straordinarietà ad impoverire la scuola e le sue colonne portanti. E’ venuto il momento di affermare, senza paura, che le segreterie scolastiche, a cagione di queste scelte miranti più a salvaguardare il facile accesso ad un posto di lavoro pubblico, piuttosto che alla modernizzazione della pubblica amministrazione e alla giusta selezione dei dipendenti versano oggi in condizioni assolutamente deprecabili dal punto di vista della legalità e del buon andamento dell’agere pubblico.

Checché se ne dica, la laurea non è solo un pezzo di carta e se l’Italia fosse davvero un paese per i giovani che valorizza il merito, anziché ricorrere all’ennesima via di fuga, si sarebbe potuto bandire nell’imminenza date le risorse in arrivo dal PNR un bando ordinario con eventuale quota di riserva per i ff muniti di titolo, finalizzato a coprire i posti vacanti.

Per i Direttori SGA e tutto il personale ATA è tempo di andare avanti.

Alberico Sorrentino

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