Home I lettori ci scrivono Concorso straordinario, e la chiamano fase transitoria?

Concorso straordinario, e la chiamano fase transitoria?

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I componenti del Coordinamento Modifichiamo il Concorso Straordinario Bis e le migliaia di docenti precari, esprimono profondo disappunto nei confronti dell’ultimo provvedimento, annunciato dall’attuale Governo, riguardante la scuola.

Questi esponenti politici, nascondendosi per giorni e mesi dietro PRESUNTE decisioni che avrebbe dovuto prendere l’Europa in merito alla fase di reclutamento, attuabili nella fase transitoria, hanno invece sferrato il colpo di grazia finale contro quei docenti che, per anni e spesso in silenzio, hanno sorretto il sistema scolastico Nazionale.

Riceverà mai questo Governo, una risposta da parte dell’Europa che si è già abbondantemente espressa molti anni fa con la direttiva n. 70/1999? Come è possibile chiamare “concorso straordinario” atto all’assorbimento dei precari, una procedura che prevede la partecipazione di migliaia di docenti che hanno 3 anni di servizio oppure 24 CFU?

Come è possibile permettere l’accesso diretto al TFA solo a quei docenti che hanno tre anni sul sostegno e dimenticarsi di tutti quei lavoratori dello Stato che per tre e più anni hanno prestato servizio su “materia”? Da troppo tempo siamo stati oggetto di roboanti promesse di PAS o di Mirabolanti O.D.G che dicevano di garantire la fine del precariato e, invece, ci ritroviamo catapultati nell’ennesimo assurdo concorso. I docenti precari non saranno più pedine da utilizzare in campagna elettorale e non crederanno più alle mille favolette raccontate da persone che troppo spesso promettono soluzioni che puntualmente non vengono realizzate. 

È giunto il momento di autodeterminarsi ed essere rappresentati da persone che vivono ogni giorno la scuola. Perciò diciamo no a tutti quei politici che ascoltano solo in campagna elettorale, diciamo no a quei politici che incolpano i precedenti Governi e diciamo no a chi si nasconde a giorni alterni dietro le decisioni dell’Europa. Ora noi ci sentiamo delegittimati da una politica atta solo a fare cassa sulla scuola, sulla sanità e sul welfare e che magari pensa che la costruzione di un Ponte, annebbiando la vista ai cittadini, possa risolvere i problemi di questo Paese.

Abbiamo però un’ultima speranza, ovvero che quei politici, che qualche mese addietro dicevano di sostenerci, propongano degli emendamenti durante l’iter parlamentare che siano realmente condivisi con i docenti precari. Ed è questa speranza che ci spinge a lanciare l’ennesimo appello:

Se avete a cuore le sorti di migliaia di donne e uomini e se, soprattutto, credete nelle famiglie di questo Paese, è giunto il tempo di dare un segnale serio e forte, che ponga rimedio ad anni ed anni di ingiustizie subite da chi, entrando giornalmente nelle classi, ha servito con onore lo Stato. L’intervento è urgente, necessario e non più procrastinabile, altrimenti non lamentatevi della scarsa partecipazione alla vita politica puntualmente in calo ad ogni elezione. Se davvero volete mettere fine a questo scempio, sapete già esattamente quali sono le nostre richieste e cosa fare!

Ci rivolgiamo inoltre a tutte le sigle sindacali affinché, realmente e con azioni congiunte, portino ad una serie di mobilitazioni che mettano al centro i PRECARI della scuola, finora evidentemente non considerati dagli stessi sindacati come “lavoratori”, e diciamo:

Se davvero avete a cuore la Scuola Pubblica Italiana è giunto il momento di agire! Forse, visto cosa si prospetta, il tempo sta per scadere. E badate bene: la sfiducia e la disaffezione che sta colpendo la politica potrebbe colpire anche voi.

Infine, ci rivolgiamo a tutte le associazioni costituite da donne e uomini che credono che la Scuola Pubblica siano un pilastro necessario a garantire democrazia e libertà in un Paese civile: Vi diciamo di unire le forze, perché il tempo di rimanere a guardare mentre il Paese va a rotoli è giunto al termine!

Coordinamento Modifichiamo il Concorso Straordinario Bis

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