Febbraio, per molti dipendenti della scuola, si è rivelato un mese amarissimo. In numerosi istituti, insegnanti e personale ATA si sono trovati davanti a una sorpresa sconcertante: uno stipendio ridotto a un solo euro. A determinare questa situazione è stato il conguaglio fiscale, che ha comportato il recupero in un’unica soluzione di imposte riferite all’anno precedente. A portare il caso all’attenzione pubblica è stata la UIL Scuola, che ha rilanciato sui social un servizio del TG5 del 26 febbraio.
Il conguaglio fiscale è un meccanismo ordinario con cui si ricalcolano le tasse dovute sulla base dei redditi effettivamente percepiti. Quest’anno, però, l’impatto è stato particolarmente pesante per chi ha incrementato le proprie entrate con ore extra, incarichi legati ad esempio ad Erasmus+ o attività finanziate dal PNRR.
In sostanza, chi ha lavorato di più si è ritrovato a dover restituire importi consistenti. L’intero adeguamento fiscale è stato trattenuto in una sola mensilità, assorbendo quasi completamente lo stipendio. In alcuni casi, l’accredito finale si è fermato simbolicamente a un euro.
Secondo il sindacato guidato da Giuseppe D’Aprile, il nodo non è la legittimità del prelievo fiscale, bensì la modalità scelta per recuperare le somme. La mancata rateizzazione avrebbe infatti concentrato il peso del conguaglio su un unico cedolino, con ripercussioni immediate sui bilanci familiari.
Le testimonianze raccolte parlano di forte disagio. C’è chi si domanda come far fronte a spese imprescindibili come affitto, utenze, generi alimentari o mensa dei figli. Un’altra lavoratrice descrive la situazione come un colpo anche sul piano morale, ritenendo umiliante ricevere un euro dopo mesi di lavoro intenso, spesso prolungato oltre l’orario ordinario.
La UIL Scuola chiede una revisione delle modalità di applicazione del conguaglio. L’obiettivo non è mettere in discussione il pagamento delle imposte, ma introdurre criteri più sostenibili, come una dilazione nel tempo delle trattenute.
Per il sindacato si tratta di una questione di equità: tutelare i redditi dei lavoratori significa anche garantire maggiore serenità al personale scolastico, con effetti indiretti sulla qualità del servizio offerto nelle scuole.