“Ripartire da mamma e papà che dicono ‘no’. No al telefonino, no a troppi soldi, no agli amici sbagliati e no a stare fuori casa alle due di notte se hai 14 anni. E’ chiaro che dire di no costa, però poi ecco quello che succede”. Ha puntato il dito su più realtà il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, commentando ad Iceberg, in onda su Antenna3, l’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso per futili motivi da un gruppo di giovani la sera dell’11 aprile sotto gli occhi del figlio undicenne e della compagna a cui era legato da tre anni e con cui si sarebbe sposato nel prossimo mese di luglio.
Secondo il numero uno del partito del Carroccio, quello di “Massa non è un problema di telecamere o di polizia o istituzioni perché non è che puoi mettere un poliziotto fuori da ogni bar; bisogna ripartire dalle famiglie e dalla scuola”.
“L’importante – ha aggiunto Salvini – è punire fino in fondo chi verrà riconosciuto colpevole e stare vicino a quella famiglia. Ritengo sia fondamentale anche parlare di esempi positivi perché al di là di quello che non va, e ce ne sono tante di cose, far vedere anche i giovani bravi, belli e puliti, che sono la stragrande maggioranza, potrebbe far capire a quei branchi che c’è anche un altro modo di stare insieme. Intanto, il mio abbraccio va a quella mamma e a quel bimbo”, ha concluso il leghista.
Qualche giorno fa, sempre il leader del Carroccio aveva detto, a Telelombardia, così come riportato da Adnkronos, che il divieto di utilizzo degli smartphone, introdotto lo scorso 1° settembre, rappresenta un passo importante ma non sufficiente: “Bene ha fatto il ministro dell’Istruzione a dire che in classe non si entra con il telefonino, però bisogna responsabilizzare le famiglie”.
La scuola, dunque, è stata giudicata da Salvini come un presidio educativo fondamentale, ma non autosufficiente. Secondo il vicepremier, non può essere lasciata sola nella gestione di fenomeni che nascono e si sviluppano anche al di fuori delle aule, spesso nel contesto familiare e nell’uso incontrollato dei social.