“Queste nuove tecnologie stimolano moltissimo sia la parte inventiva che la parte ludica, creando una forma di simbiosi, quindi tra l’investigazione scientifica e tecnologica, e la capacità di dare libero sfogo alla fantasia e alla capacità di innovazione: è una delle chiavi forse più promettenti con le quali la scuola può stimolare la crescita dei propri studenti”, perché vanno esercitare “le loro abilità creative immaginative”. Ancora di più perché “questi dispositivi di carattere sperimentale, in comparazione” al passato, “hanno dei costi tutto sommato più bassi”. A dirlo, alla ‘Tecnica della Scuola’, è stato il professore Antonio Carcaterra, docente di Meccatronica all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, intervenuto al ventennale della Flc-Cgil per parlare dell’importanza dell’intelligenza artificiale applicata alla formazione e alla conoscenza.
Professore, in prospettiva quali sono le possibilità che l’intelligenza artificiale vada ad incidere pesantemente sulla didattica, sulla formazione, sull’apprendimento?
Sono enormi, nel senso che abbiamo una gamma di possibilità che vengono di fatto molto ampliate dalla possibilità di utilizzare queste nuove tecnologie. Peraltro, queste nuove tecnologie hanno un ruolo secondo me particolarmente importante nell’accoppiare un ruolo di insegnamento ma al tempo stesso quindi di gioco all’interno dell’apprendimento stesso, quindi sicuramente tutto ciò che riguarda le implementazioni dell’intelligenza artificiale in particolare quindi della robotica. La possibilità quindi per i ragazzi di creare dei nuovi dispositivi. Stimolano moltissimo sia la parte inventiva che la parte ludica e mi lasci dire che credo che questa forma di simbiosi, quindi tra l’investigazione tra virgolette scientifica e tecnologica, e la capacità di dare libero cammino, libero sfogo quindi alla fantasia e alla capacità di innovazione, sia uno delle chiavi forse più promettenti con le quali la scuola può stimolare la crescita dei propri studenti.
Cosa si sente di consigliare a un insegnante in formazione, che ha bisogno di formarsi e avvicinarsi a nuove tecnologie nel campo dell’intelligenza artificiale? Come è meglio svolgere l’aggiornamento professionale e attraverso quali modalità? Si possono realizzare corsi a distanza?
Sì, sicuramente diciamo che esistono molte opportunità in questo senso, anche certamente la possibilità di reperire materiale sulla Rete: questa è una possibilità che oggi è largamente disponibile, quindi è una delle possibilità che secondo me devono essere ovviamente utilizzate anche dai docenti. Sicuramente, una forma di commistione utile è quella anche di utilizzare dal vivo, cioè in classe, questi sistemi: possono essere propositivi anche di questa capacità di intervento, quindi manuale, sui sistemi, non soltanto in qualche modo remota virtuale: sicuramente, tutta la parte che ha a che fare con l’intelligenza artificiale con alcune realizzazioni della robotica hanno oggi 1.000 possibilità e le usiamo quindi anche all’università per i nostri studenti e questo di solito stimola particolarmente le loro abilità creative immaginativa.
Possiamo dire quindi che la sperimentazione, l’utilizzo dei laboratori anche a scuola, è sicuramente foriero di input e sperimentazioni che migliorano l’attività didattica?
Beh, direi sicuramente sì, in questo settore, in particolare. Ma direi che questa è ormai un’esperienza, è un’abilità che la scuola ha già acquisito, così come l’università. Devo dire anche che questi dispositivi di carattere sperimentale, in comparazione anche a quelli che erano i dispositivi che un tempo potevano essere acquistati per far apprendere i giovani allievi, hanno dei costi tutto sommato più bassi: non sono le strutture laboratoriali classiche. Quindi, comprare dei kit oggi con i quali si possono fare delle sperimentazioni particolarmente interessanti per gli studenti credo che abbia dei costi che sono più contenuti rispetto al passato.