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11.07.2026

Consenso informato anche per le attività di religione: lo chiede il deputato Sasso, passato di recente al gruppo di Roberto Vannacci. Bisogna impedire l’islamizzazione

Riprende in settimana presso la Commissione Cultura della Camera l’esame della “Risoluzione” 309 proposta almeno un anno fa dal deputato Rossano Sasso (all’epoca della Lega e ora del Gruppo di Vannacci, sul tema del consenso informato preventivo delle famiglie in relazione ad attività scolastiche riguardanti la religione.
La mozione di Rossano Sasso, presentata già nel giugno 2025, esprime preoccupazione per alcune iniziative scolastiche che hanno coinvolto rappresentanti dell’Islam, come visite a centri islamici e incontri con imam, citando episodi avvenuti nel 2025 a Sesto San Giovanni, Crema e Treviso. Secondo il testo, tali attività, pur presentate come progetti di educazione interculturale, potrebbero trasformarsi in occasioni di propaganda religiosa o ideologica incompatibile con il ruolo della scuola.

La mozione richiama il quadro normativo italiano, ricordando che:

  • l’insegnamento della religione cattolica è disciplinato dall’Accordo di Villa Madama del 1984 ed è facoltativo;
  • la Costituzione garantisce la libertà religiosa e la libertà di insegnamento, ma entro i limiti del rispetto delle leggi, dei diritti fondamentali e della neutralità dell’istituzione scolastica;
  • attualmente non esiste un’intesa tra lo Stato italiano e le rappresentanze dell’Islam ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione.

Il documento sostiene inoltre che la Sharia sia incompatibile con i principi dell’ordinamento italiano e afferma che, soprattutto nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, le attività riguardanti temi religiosi dovrebbero essere organizzate con particolare attenzione, garantendo il contraddittorio e il consenso preventivo delle famiglie.
La mozione propone quindi di rafforzare il ruolo del Patto educativo di corresponsabilità e dell’alleanza tra scuola e famiglia, introducendo un obbligo di autorizzazione preventiva dei genitori per attività scolastiche su temi religiosi ritenuti sensibili.

Impegno richiesto al Governo

La mozione conclude impegnando il Governo a:

  • adottare misure affinché le attività scolastiche non diventino strumenti di propaganda di ideologie ritenute incompatibili con l’ordinamento italiano;
  • garantire che tali iniziative rispettino criteri di oggettività e trasparenza;
  • prevedere l’acquisizione preventiva dell’autorizzazione delle famiglie per lo svolgimento di queste attività.

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