La FLC CGIL interviene contro la scelta del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di rivolgersi direttamente alle famiglie, attraverso i registri elettronici utilizzati dalle scuole, per illustrare le nuove disposizioni sul consenso informato preventivo per le attività scolastiche riguardanti l’educazione alla sessualità e all’affettività.
In un comunicato del 23 settembre, il sindacato chiede «l’immediato ritiro della comunicazione», contestando sia le modalità utilizzate per raggiungere le famiglie sia i contenuti del messaggio ministeriale.
Al centro della contestazione c’è la lettera con cui il Ministro illustra alle famiglie il contenuto della legge 104/2026, relativa al consenso informato preventivo per le attività scolastiche in materia di sessualità e affettività.
Secondo quanto riferisce la FLC CGIL, la comunicazione riprende i contenuti della legge e della successiva circolare ministeriale applicativa e presenta il provvedimento come uno strumento finalizzato ad assicurare maggiore trasparenza e a consentire alle famiglie di esercitare in maniera consapevole le proprie scelte educative.
La FLC CGIL formula però una valutazione fortemente critica, sostenendo che la lettera utilizzi modalità che il sindacato considera più vicine alla promozione del provvedimento che a una comunicazione istituzionale.
Il punto centrale del comunicato riguarda soprattutto il canale scelto per raggiungere i genitori.
Secondo la FLC CGIL, non sarebbe la prima volta che il Ministro utilizza direttamente il registro elettronico per comunicare con le famiglie. Il sindacato richiama precedenti comunicazioni riguardanti, tra l’altro, il “Piano estate” e le attività formative promosse da INDIRE sull’educazione al rispetto.
La FLC CGIL contesta in particolare il fatto che le comunicazioni vengano veicolate attraverso piattaforme digitali utilizzate e pagate dalle singole istituzioni scolastiche, anziché ricorrere ai canali istituzionali del Ministero, come il sito del MIM o la piattaforma Unica.
Per il sindacato, questa modalità rappresenterebbe un’interferenza nell’autonomia delle istituzioni scolastiche, dal momento che consentirebbe l’inserimento di messaggi nelle bacheche interne dei registri elettronici senza il consenso delle scuole.
Il comunicato si conclude con una richiesta netta al MIM. La FLC CGIL invita il Ministero a non utilizzare più i registri elettronici per comunicazioni che il sindacato considera di carattere promozionale.
Da qui la richiesta conclusiva: ritirare immediatamente la comunicazione inviata alle famiglie attraverso i registri elettronici.