La Legge n. 104 del giugno 2026 ha introdotto nuove disposizioni per l’ambito scolastico, istituendo l’obbligo del consenso informato preventivo da parte delle famiglie per lo svolgimento di progetti e attività legati alla sessualità e all’affettività. A seguito della sua approvazione, è stata avviata una raccolta firme per promuovere un referendum abrogativo della norma.
Le nuove disposizioni vietano categoricamente questo tipo di attività nella scuola dell’infanzia e primaria, fermo restando quanto già previsto dalle Indicazioni Nazionali. Al contrario, per le scuole secondarie di primo e secondo grado, la legge stabilisce l’obbligo di:
La normativa specifica che il consenso deve essere richiesto in forma scritta almeno sette giorni prima della data d’inizio delle attività. Il modulo informativo deve contenere indicazioni dettagliate su:
Nel caso in mancanza di personale interno, la scuola dovesse decidere di coinvolgere figure esterne, sia per attività curricolari sia extrascolastiche, la legge subordina la loro partecipazione alla deliberazione del Collegio dei Docenti e alla successiva approvazione del Consiglio di Istituto.
Per quanto riguarda la selezione degli esperti, la norma attribuisce al Collegio dei Docenti il compito di definire i criteri generali di scelta. L’individuazione della figura idonea deve avvenire tramite la comparazione dei curricula e delle proposte progettuali, garantendo la massima trasparenza e la coerenza con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).
Nonostante sia stata avviata la raccolta firme per il referendum abrogativo, la legge resta pienamente in vigore e vincolante per l’anno scolastico in corso. Le istituzioni scolastiche sono pertanto tenute ad adeguarsi alle nuove procedure operative in attesa degli sviluppi del percorso referendario.
L’avvio dell’anno scolastico richiede una riorganizzazione dei tempi e dei modelli burocratici degli istituti a livello operativo che devono considerare:
Nonostante l’avvio della mobilitazione popolare, la legge resta pienamente in vigore e vincolante per l’anno scolastico in corso. Di conseguenza, le istituzioni scolastiche sono tenute ad applicare le nuove procedure operative in attesa degli sviluppi della consultazione referendaria.
L’iniziativa referendaria denominata “Sì educazione affettiva nelle scuole” ha registrato un’accelerazione decisiva: partita il 6 agosto 2026, ha ufficialmente raggiunto e superato la soglia delle 500.000 firme richieste dalla Costituzione in poco più di un mese.
La raccolta firme proseguirà fino al termine ultimo del 20 settembre 2026, dopodiché l’iter istituzionale seguirà le seguenti tappe:
Qualora le corti dovessero dare il via libera al referendum, sarà compito del Presidente della Repubblica fissare la data della votazione che dovrebbe aggirarsi nella prossima primavera.
Se la consultazione dovesse raggiungere il quorum e registrare la vittoria del “Sì”, la Legge 104/2026 sarebbe interamente cancellata dall’ordinamento. A livello operativo, sarebbero azzerati sia il divieto assoluto per le scuole dell’infanzia e primarie, sia i vincoli del consenso preventivo scritto e del preavviso di sette giorni nelle secondarie. La gestione dei progetti tornerebbe così sotto la piena e ordinaria competenza dell’autonomia scolastica e degli organi collegiali della scuola.