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Prima ora - le notizie del 8 settembre

08.09.2026

Femminicidio Lorena Isceri, Maggi: “Insegnerò il rispetto senza aspettare il consenso dei genitori”, Valditara lo bacchetta

Lo scorso 4 giugno il ddl sul consenso informato è stato approvato al Senato con 78 voti favorevoli e 38 contrari ed è diventato legge. Si tratta di disposizioni care al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara; il ddl è stato soprannominato infatti “Ddl Valditara”.

Il docente e personaggio televisivo Andrea Maggi, commentando l’ultimo femminicidio che ha scosso l’opinione pubblica, quello di Lorena Isceri, avvenuto giovedì 3 settembre, ha pubblicato un video su Instagram in cui ha parlato di prevenzione e di educazione all’affettività.

Ecco cosa ha scritto: “La politica sembra avere altro a cui pensare. Come padre di una giovane donna, e come insegnante, faccio mio l’appello del papà di Lorena. Mi ha straziato il cuore. È un appello rivolto alla politica, ma anche a tutta la società, che non sta facendo abbastanza. Che se ne sta fregando alla grande. E per questo, come insegnante, mi sento tremendamente in colpa per l’assassinio di sua figlia”.

“L’anno scolastico sta per iniziare e, per quanto mi riguarda, faccio questa promessa al papà di Lorena, a Gino Cecchettin e a tutti i genitori che hanno vissuto quella tragedia: farò del mio meglio per insegnare la parità e il rispetto alle mie studentesse e ai miei studenti. Senza aspettare che i genitori me ne diano il consenso. Se qualche genitore avrà qualcosa da ridire, sarò lieto di insegnare qualcosa di buono anche a lui”.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha risposto al post con un commento: “Gentile Professore, mi fa molto piacere apprendere che lei da quest’anno insegnerà l’educazione al rispetto, a relazioni corrette, al contrasto della violenza di genere. Ciò significa, tra l’altro, insegnare che un ‘no’ si rispetta sempre, che la gelosia non è affetto, che amore non è possesso, che ogni persona è degna di rispetto qualunque siano le sue scelte sessuali.

Bene. Tutto questo avrebbe dovuto essere insegnato ai suoi studenti già da settembre 2024, come hanno iniziato a fare moltissimi suoi colleghi alla luce di quanto previsto dalle nuove Linee guida sull’educazione civica varate da questo ministero. Caro Professore, spiace che lei prenda spunto da un tragico femminicidio per polemizzare indirettamente con la legge sul consenso informato che, come lei dovrebbe ben sapere, esclude espressamente dall’ambito di applicazione del consenso quanto è, per la prima volta, obbligatorio: educare al rispetto, a relazioni corrette, all’empatia, al contrasto della violenza di genere. Buon lavoro”.

Cosa dice il ddl

Il ddl, come ricordato dal nostro giornale, stabilisce che l’educazione sessuale potrà essere proposta alle scuole medie e superiori solo agli studenti per cui sia stato espresso il consenso preventivo dei genitori. Restano escluse le scuole dell’infanzia e le elementari, “fatto salvo… quanto previsto dalle indicazioni nazionali“.

Queste ultime, scrive ancora Repubblica, comprendono solo contenuti di base come anatomia, differenze biologiche, funzioni riproduttive e malattie sessualmente trasmissibili, mentre empatia e rispetto restano nell’ambito dell’educazione civica.

LEGGI IL NOSTRO FOCUS SU EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE NELLE SCUOLE

Il ruolo dei docenti e dei genitori

Il ddl è composto da tre articoli. All’articolo 1 viene stabilito che “le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni” e che tale consenso deve essere acquisito dopo aver messo a disposizione il materiale didattico previsto.

L’articolo 2 disciplina invece il coinvolgimento di esperti esterni: secondo quanto riporta il quotidiano, esso sarà possibile solo previa deliberazione del collegio dei docenti e approvazione del consiglio d’istituto. criteri di selezione, si legge ancora nel testo, dovranno basarsi su titoli, esperienza e coerenza con finalità educative e livello di maturazione degli studenti.

Infine, l’articolo 3 del ddl specifica che “dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“. Si tratta di un provvedimento destinato a incidere sull’organizzazione delle attività educative nelle scuole italiane.

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