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18.08.2026

Anna Granata: a che età l’educazione sessuale per bambini e bambine? Al via il referendum abrogativo della legge 104/2026

La legge n. 104 del 9 giugno 2026 vieta attività didattiche sulla sessualità nella scuola dell’infanzia e primaria e introduce il consenso informato delle famiglie per la scuola secondaria.

Lunedì 17 agosto la pedagogista Anna Granata (dell’università di Milano Bicocca) è intervenuta con un approfondimento pubblicato da Domani in cui tratta un tema può sembrare spinoso: a che età è opportuno affrontare il tema dell’educazione sessuale per bambini e bambine?

Partendo dalle riflessioni del famoso pediatra Marcello Bernardi e dal suo libro del 1971 intitolato emblematicamente “Il problema inventato“, Anna Granata sostiene l’idea che parlare presto di sessualità e corporeità con i bambini (in particolare tra i 3 e i 5 anni, nel corso di quella che gli psicologi chiamano l’età delle domande) sia protettivo, non dannoso.

Un tabù che si tramanda

Granata parla di tabù che si tramanda e che genera un vuoto educativo: “genitori, insegnanti, educatori: veniamo quasi tutti da una lunga tradizione di negazione della sessualità come oggetto di conoscenza, condivisione ed educazione. Abbiamo alle spalle secoli di repressione, pudori, divieti e silenzi che sono arrivati fino a noi. Molti adulti con responsabilità educative considerano prematuro affrontare il tema della sessualità coi bambini, sia in famiglia sia a scuola”.

Invece, scrive Granata, “ricevere informazioni chiare e pertinenti su questo tema è uno dei diritti fondamentali dell’infanzia, ma anche uno dei più disattesi. In nome di una gradualità di accesso ai tema, molti adulti preferiscono rimandare le risposte o delegare ai media e agli scambi tra pari in età adolescenziale un aspetto fondamentale dell’educazione”.

Parlare presto di sessualità e corporeità è anche una via fondamentale di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza. Un bambino che conosce il proprio corpo, sa nominare le parti e ha imparato che esistono confini personali, dispone di strumenti importanti per riconoscere una situazione inappropriata e chiedere aiuto.

Sia in famiglia sia a scuola

È indubbio che la famiglia assuma un ruolo centrale: le domande dei bambini sorgono spesso nell’intimità della vita famigliare. Non è però affatto detto che bambini e bambine trovino in famiglia le risposte alle loro domande. Ecco allora la proposta della Granata: “per questo è importante che scuole primarie e servizi per l’infanzia non solo affrontino la sessualità, ma diventino i primi presidi educativi dove sostenere una genitorialità aperta, responsabile e liberata da antichi tabù”.

Nella sua formulazione la legge n. 104, dice Granata, interpreta il tema del consenso famigliare come permesso e controllo genitoriale nei confronti della scuola piuttosto che favorire l’alleanza e la condivisione di una responsabilità famiglia-scuola attorno a questo tema. “Sarebbe – conclude Granata – l’occasione per educare una generazione adulta, figlia dei stessa di questo vuoto educativo, all’Abc di relazioni sane, rispettose, mature”.

Il referendum promosso dal comitato “Sì educazione affettiva nelle scuole”

Nei confronti della legge 104/2026 è stata avviata il 6 agosto una iniziativa referendaria che punta alla sua abrogazione. L’obiettivo di questo Referendum, secondo il comitato organizzatore, è ripristinare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane, superando le attuali restrizioni normative. I promotori motivano la richiesta di abrogazione sostenendo che la legge ostacola significativamente la didattica in questo ambito vieta trattare temi legati alla sessualità nelle scuole dell’infanzia e primarie, imponendo agli istituti di richiedere autorizzazioni scritte alle famiglie con sette giorni di preavviso per ogni attività e obbligando i docenti ad allontanare dall’aula gli studenti sprovvisti di tale permesso.

In pochi giorni sono state raccolte già 174.000 firme delle 500mila necessarie.

Le firme vengono raccolte anche on line sul sito del ministero di Giustizia (link diretto: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7500000 ) e per firmare basta utilizzare lo SPID.

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