“La tornata contrattuale 2019-2021 è iniziata solo a fine 2021 e ha avuto bisogno, per essere finanziata, di ben quattro leggi di bilancio, che hanno progressivamente reso disponibili le risorse necessarie”.
“A novembre 2022 – ha ricordato ancora Zangrillo – le trattative erano ancora aperte per circa 2,6 milioni di dipendenti pubblici, quindi oltre il 70 per cento. Abbiamo chiuso in pochi mesi quella tornata, che, come potete immaginare, scontava, quindi, un ritardo molto significativo, e abbiamo avviato immediatamente le trattative per il triennio 2022-2024”.
Il Ministro spiega che questo “è stato possibile grazie allo stanziamento previsto nelle due ultime leggi di bilancio: 20 miliardi per i rinnovi 2022-2024 e 2025-2027, a cui se ne aggiungono ulteriori 10 per la tornata 2028-2030”; si tratta – afferma Zangrillo – di un risultato storico che permette di garantire una continuità come mai accaduto nella storia di questa Repubblica.
“In questo mese – aggiunge ancora – abbiamo chiuso in tempi record la tornata 2022-2024, garantendo aumenti medi per scuole ed enti locali tra il 6 e il 7 per cento con riferimento al minimo tabellare. A queste cifre si aggiungono poi ulteriori risorse, destinate in modo specifico a sanità ed enti territoriali, che in alcuni casi spingono gli incrementi fino al 10 per cento”.
“Contestualmente – ha concluso Zangrillo – ho provveduto a siglare l’atto di indirizzo quadro per i rinnovi contrattuali 2025-2027, permettendo, dunque, di avviare la relativa tornata nel medesimo periodo di riferimento. Nel mese di dicembre, come avevo annunciato, inizieranno le trattative per il comparto delle funzioni centrali, a cui seguiranno poi gli altri tavoli negoziali”.
“Preme sottolineare – ha ribadito il Ministro – che non accadeva da decenni di avviare una tornata contrattuale nel periodo temporale di riferimento. Oltre alla leva retributiva, il nostro obiettivo, contenuto peraltro nei contratti, è di mettere le persone al centro, investendo sulla formazione, sul merito e su condizioni lavorative incentrate sul benessere organizzativo”.
Per la verità nelle parole del Ministro c’è molto ottimismo, perché come sanno tutti coloro che hanno seguito anche solo sommariamente le ultime vicende contrattuali è accaduto spesso che tra l’atto di indirizzo generale della Funzione Pubblica e l’apertura dei tavoli dei comparti sia passato parecchio tempo.
Ma è anche vero che il 2026 e il 2027 sono due anni un po’ speciali perché sono gli ultimi due della legislatura e quindi potrebbe essere davvero interesse del Governo chiudere quanto prima tutti contratti pubblici.