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06.11.2025

Contratto Scuola 2022/24, Castellana (Gilda): inutile prolungare agonia, ora pensiamo al prossimo triennio

Tanti dubbi sino alla fine. Poi la firma, sia pure con delle perplessità che rimangono. Vito Carlo Castellana, coordinatore della Gilda degli Insegnanti, commenta a caldo, durante la lunga diretta della Tecnica della Scuola, la firma del CCNL Scuola 2022/2024, arrivata nella giornata di ieri dopo mesi di trattative. “Siamo consapevoli che le risorse non sono sufficienti per coprire l’inflazione del triennio, e che questo contratto non copre il gap salariale che c’è nel mondo della scuola”, spiega. “Ma siamo anche consapevoli che non ci sarebbero state risorse aggiuntive a questo 2022-24, e quindi significava semplicemente prolungare un’agonia, far perdere ulteriore tempo”.

La vittoria sul fondo d’istituto

Una mossa che sarebbe stata inutile, prosegue il numero uno della Gilda, specie nelle more della trattiva sul nuovo contratto 2025-27, e alla possibilità di chiuderla per la prima volta “nei tempi e non dopo la scadenza” del triennio. Anche sul documento sottoscritto ieri, il sindacato rivendica delle vittorie. “Non sono stati destinati all’incremento del fondo d’istituto i quasi 110 milioni di euro previsti“, spiega. “Chi ci segue da tempo, i nostri iscritti, i nostri simpatizzanti sanno che noi siamo contro il fondo d’istituto e contro quello che è diventato il progettificio nella scuola. Quelle risorse sono andate tutte direttamente ai dipendenti della scuola“.

L’incognita della burocrazia

Sul tempo necessario affinché le risorse arrivino in busta paga, il sindacalista ricorda che ci sarà da fare i conti con i tempi della burocrazia. “Ci auguriamo che arrivino tra dicembre e gennaio e anche con gli arretrati”, dice Castellana. “Io stesso vivo dello stipendio della scuola, quindi so quali sono le difficoltà di chi deve pagare un mutuo. Avere ora queste risorse era indispensabile per poter voltare pagina e andare avanti. Sulle questioni normative ci possono essere delle divergenze ideologiche, ma sulle questioni economiche purtroppo, per com’e oggi il comparto, c’è poco da contrattare, quelle sono le risorse stanziate in legge di bilancio“.

Scorporare la scuola dal pubblico impiego

Per il cordinatore di Gilda c’è anche un tema di metodo nella contrattazione con il governo. “Dobbiamo far capire alla categoria che si deve mobilitare insieme alle organizzazioni sindacali, e che forse questo tipo di contratto non funziona”, spiega. “Noi da sempre diciamo che bisogna scorporare la scuola del resto del pubblico impiego e possibilmente avere una contrattazione separata della docenza e del personale ATA su un modello di quello che avviene nelle università. Forse solo allora avremo risorse adeguate”. Per quanto riguarda la normativa, che verrà discussa senza sequenza contrattuale, “tratteremo questi aspetti con il rinnovo, penso a inizio anno 2026”.

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