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Corsi di formazione qualifica dirigenziale

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Alle proteste e alle polemiche che hanno accompagnato lo svolgimento dei corsi si sta aggiungendo proprio in chiusura una caduta di stile che non depone neppure a favore  della serietà scientifica dell’operazione.
Per poter disporre di adeguati elementi di valutazione sulla qualità dell’intera iniziativa il MPI aveva infatti affidato l’attività di monitoraggio ad un auditor esterno, il Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da Apri (capofila), Ismeri Europa e Arthur Andersen.
In sei mesi, da ottobre a marzo è stata così svolta una capillare attività di verifica, visitando due volte tutti i corsi, intervistando tutti i tutor, circa 500 docenti ed un campione rappresentativo di circa 1700 Capi di Istituto.
Un ulteriore verifica è stata condotta nel mese di maggio a conclusione dei corsi.
Intanto i dati raccolti tra ottobre e marzo sono stati rielaborati e resi noti attraverso una newsletter pubblicata nel sito Web del Ministero.
Ai corsisti si chiedeva tra l’altro di esprimere un giudizio sulla metodologia didattica, sulla qualità del materiale didattico, sulla preparazione dei  docenti, sui sussidi a disposizione e sulla adeguatezza della sede.
Complessivamente il giudizio espresso dai futuri dirigenti è appena sufficiente, anche se risulta essere aumentato fra la prima e la seconda rilevazione.
C’è tuttavia da considerare un "particolare" non irrilevante: nei questionari distribuiti ai corsisti era esplicitamente richiesta la firma!
Con quali conseguenze sulla validità e sulla attendibilità (scientificamente intese) delle risposte fornite, è facile immaginare…
Ma è sulla utilità dei corsi che si sta soffermando in questo momento l’attenzione di molti; gran parte delle nuove competenze acquisite dai capi di istituto dovrà quasi certamente attendere fino al settembre del 2001 per essere messe in pratica, dato che sembra ormai scontato che il nuovo regolamento amministrativo-contabile non andrà in vigore prima di quella data; così come, prima di quella data, non entreranno in vigore le nuove norme sugli organi collegiali della scuola.
Per non parlare della norma prevista dal decreto legislativo n. 59 sulla dirigenza scolastica (la possibilità per il capo di istituto di nominare i propri collaboratori) che sembra incontrare forti ostacoli anche in sede contrattuale.
L’intera operazione si è realizzata grazie a consistenti risorse: 260 i corsi attivati, una trentina le agenzie di formazione coinvolte (spesso consorziate fra di loro in associazioni temporanee di impresa), almeno 2000 i formatori o relatori di varia provenienza ed esperienza coinvolti nelle lezioni d’aula e nelle attività opzionali o di scambio, 270 almeno i miliardi, una mezza dozzina i super-tecnici dell’amministrazione centrale riuniti in uno staff di lavoro che ha seguito costantemente per più di un anno tutte le attività.