Tra i dispersi della strage di Crans-Montana, in Svizzera, avvenuta nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, durante una festa di Capodanno in un locale della località sciistica, è spuntato inizialmente anche il nome di una docente italiana di 27 anni del mantovano.
Come riporta Ansa, per fortuna, il suo nominativo è stato fatto per errore: i familiari della giovane hanno contattato gli organi di stampa per comunicare il suo arrivo a casa. La donna si trovava in Svizzera per festeggiare l’anno nuovo. La madre, ieri mattina, non riuscendo a mettersi in contatto con lei si era rivolta alla Farnesina per chiedere notizie. E così, il nome della donna è poi finito nell’elenco dei dispersi.
Nel tardo pomeriggio l’insegnante si è messa in contatto con i familiari, rassicurandoli sulle sue condizioni. La madre ha poi avvertito gli organi di stampa, a partire dalla Gazzetta di Mantova, per chiarire l’equivoco. La giovane si trovava nella cittadina svizzera ma, a quanto pare, in una abitazione privata, lontana dal bar in cui è avvenuta la tragedia.
Come riporta La Repubblica, si tratta di una vera e propria strage di minorenni: sono molti i ragazzi tra i sedici e i diciassette anni che si trovavano nel locale per festeggiare l’arrivo del 2026. Nel momento in cui scriviamo sono 47 i morti (quasi tutti difficilmente riconoscibili) e 112 i feriti, 107 dei quali identificati. Sei i dispersi italiani, tredici i feriti ricoverati negli ospedali della Confederazione, tre dei quali trasferiti in serata al reparto grandi ustionati del Niguarda a Milano.
Tra i dispersi italiani ci sono un sedicenne bolognese, un sedicenne romano, un diciassettenne genovese, una sedicenne milanese. Probabilmente, vista l’età, si tratta di studenti. In particolare la dirigente scolastica del liceo frequentato dal ragazzo di Bologna ha parlato a Il Resto del Carlino.
“Che accada una cosa simile a dei ragazzi, degli adolescenti, che si affacciano alla vita, è qualcosa che fa davvero molto male – queste le sue parole –. Terribile che un momento di divertimento si sia trasformato in qualcosa di così grave, qualcosa di impensabile”.
“Profondissima vicinanza ai genitori – dice, la voce commossa –, da parte mia e di tutti i docenti. La notizia del suo coinvolgimento ci ha raggiunto mentre tutti siamo lontani da scuola. È tutto molto doloroso – sottolinea –. Anche i docenti si sono messi a disposizione per risalire a notizie più precise. La nostra speranza è che alla fine la luce si accenda e che sia con noi. Non possiamo che restare in attesa”.