Nelle stesse ore in cui il Governo ha reso noto che l’Italia si costituirà parte civile nel processo sulla strage di Crans-Montana, arrivano buone notizie per quattro degli studenti sopravvissuti, che potranno tornare a scuola, al momento attraverso la didattica a distanza. A darne notizia è Il Corriere della Sera. “Le lezioni online, oggi, sono lo strumento che permetterà anche ai quattro alunni del liceo ‘Virgilio’ di piazza Ascoli, rimasti gravemente ustionati nell’incendio, di riprendere a studiare e di non perdere l’anno“, si legge nell’articolo. “Il liceo, guidato dal preside Roberto Garroni, ha avviato l’istruzione domiciliare per questi suoi allievi: tutti frequentano la ‘terza D’ del corso di Scienze Umane“.
La prima a rientrare a scuola, sia pure virtualmente, è stata S., l’unica dei quattro a essere stata dimessa dall’ospedale “Niguarda”. Per F., L. e K., invece, le lezioni riprenderanno dal reparto di terapia intensiva del nosocomio milanese. “Si naviga a vista”, ha detto al Corriere il dirigente scolastico del “Virgilio”. “Scopriremo solo cominciando le lezioni, se i ragazzi saranno in grado di seguire tutte le ore e cosa riusciranno a fare. L’obiettivo, sulla carta, è assegnare un voto, la valutazione è necessaria ai fini burocratici. Poi capiremo, man mano, quale forma adottare”. I ragazzi, infatti, al momento non potranno sfogliare libri e prendere appunti, avendo ancora gravi ustioni alle mani.
Nondimeno, la notizia del “rientro” ha riacceso la speranza per i ragazzi, le famiglie e i compagni. “Nelle scorse settimane sono stato a trovare i nostri ragazzi in ospedale”, ha detto ancora il preside. “Purtroppo ho potuto incontrare solo uno fra loro, perché gli altri due, reduci da una seduta di medicazione, erano sofferenti e avevano bisogno di riposo. Ma L., che ho incontrato, mi ha detto quanto tutti loro desiderino riprendere i contatti con il mondo della scuola, con la vita di prima. Altrimenti le loro giornate trascorrono solo tra cure e medicazioni. Sentono la mancanza del “Virgilio”, dei compagni, perfino di compiti e verifiche. Sono ragazzi che si trovano a dover riprogrammare le loro vite ex novo“.