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10.01.2026

Crans-Montana, il rientro a scuola di compagni e professori dopo la tragedia. La psicologa: spazi di ascolto in classe con degli esperti

Il rientro in classe per compagni e professori dei ragazzi scomparsi a Crans-Montana non è stato semplice. Un banco vuoto e una ferita che rimarrà per tanto tempo nel loro cuore. Il ‘Corriere della Sera’ ha sentito Katuscia Giordano, vicepresidente dell’ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna:

“Per ragazzi di quell’età è importantissimo creare degli spazi di ascolto all’interno del gruppo classe con degli esperti, anche per non lasciare tutto il carico ai docenti. I ragazzini devono poter far emergere le loro angosce, altrimenti rischiano di entrare in pensieri ricorrenti da cui è difficile uscire. Si lasci spazio alle loro domande più scomode, così come ai loro silenzi”.

Giordano parla di stress e disorientamento dopo tragedie del genere: “nella fase “calda”, subito dopo l’evento, le reazioni forti sono normali, si fa fatica a dormire, a mangiare, il problema è se queste reazioni perdurano nel tempo, nelle settimane e nei mesi. È importante dare continuità all’intervento tutto l’anno”.

“A scuola è bene avere momenti ben circoscritti in cui si possa elaborare l’accaduto insieme, uno spazio dove siano tutti alla pari, alunni e docenti, accomunati dalla stessa sofferenza. E in particolar modo per i ragazzi è bene indirizzarli a comprendere quando è meglio per loro limitare l’esposizione a informazioni e notizie sulla tragedia”.

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