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Crocifisso in classe, stavolta Fioramonti non “ci casca”: tema divisivo e non urgente, lasciamo stare

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Stavolta il ministro dell’Istruzione non “ci casca”: a differenza di quel che era accaduto a fine settembre in diretta radiofonica Rai, nel corso del programma “Un giorno da pecora”, interpellato ancora sulla pertinenza del crocifisso nelle classi delle scuole, Lorenzo Fioramonti si sottrae all’esternazione del proprio pensiero sulla questione e ricorda che figura tra i punti meno rilevanti e problematici nel panorama scolastico italiano.

“Il tema non si pone”

“Il tema del Crocifisso a scuola non si pone – ha dichiarato Fioramonti il 12 novembre, a margine di un incontro con la stampa Estera -, perché abbiamo altre urgenze”.

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“Ci sono temi divisivi, lasciamoli parcheggiati, parliamo di altro”, ha tagliato corto il titolare del Miur. Per poi completare il concetto: “è inutile discuterne, qualunque cosa venga detta il tema è divisivo, lasciamo stare”.

L’ultima spiegazione alla Tecnica della Scuola

Un mese fa, rispondendo sullo stesso argomento, intervistato dalla Tecnica della Scuola, il numero uno del dicastero di Viale Trastevere aveva detto: “Non ho mai detto di togliere il crocifisso dalle classi”.

“È una di quelle cose – aveva spiegato Fioramonti – che hanno a che vedere con il dibattito isterico di questo Paese: a fronte di una domanda insistente, mi sono limitato a dire che credo in una scuola laica e sulle pareti mi piacerebbe vedere riferimenti alla Costituzione e allo sviluppo sostenibile”.